Più di 600 sindaci, ma anche assessori e consiglieri in piazza a Roma per condividere le proposte che Anci intende presentare al Governo e al Parlamento al fine di modificare alcune norme che, ad oggi, rendono particolarmente difficile lo svolgimento delle attività dell’amministratore pubblico, alle prese con mille rischi e zero tutele, con la conseguenza che il primo cittadino viene individuato come la figura istituzionale responsabile di qualsiasi cosa accada nel proprio Comune. Spazio anche per le proposte di modifica di alcuni punti della legge Severino e l’eliminazione del vincolo di incandidabilità dei sindaci al Parlamento.
“Ci stiamo battendo per una causa che non riguarda solo i sindaci in carica ma in particolare chi verrà dopo di noi e avrà la responsabilità delle nostre comunità – spiega il presidente Decaro -. Noi non intendiamo chiedere alcuna immunità né impunità. Noi sindaci oggi chiediamo soprattutto rispetto. Non siamo più disposti a prenderci colpe che non ci appartengono. Saremo i primi a denunciare abusi e corruzione, ma siamo stanchi di diventare il capro espiatorio di ogni situazione possibile. Con la penna ogni giorno tutti noi firmiamo decine e decine di atti, ordinanze, delibere, Tso, il registro delle sostanze psicotrope conservate dagli ospedali cittadini, e ogni volta che mettiamo quella firma ci fermiamo a pensare. Io questa penna la voglio consegnare ai membri del Parlamento e ai membri del governo per invitarli nei nostri Comuni a provare l’ebbrezza di decidere se firmare o no un atto e rischiare o l’abuso d’ufficio o non firmare e rischiare l’omissione d’atti d’ufficio. Non vogliamo che siano aboliti i reati nei confronti dei sindaci vogliamo che la responsabilità sia una responsabilità precisa, un confine preciso”, ha aggiunto.
Tra i sindaci della provincia di Viterbo che hanno partecipato alla manifestazione Sergio Caci, Stefano Bigiotti, Luca Profili, Antonio Porri e Vittorio Sgarbi. Presente inoltre anche la consigliera comunale del Pd a Viterbo Luisa Ciambella, protagonista di un intervento di fronte a tutti i colleghi: “Le leggi – ha detto – devono essere più chiare e più concrete, senza un apparato di facili rimandi alla suddetta responsabilità di chi è chiamato, tra tante difficoltà, a prendersi cura dei bisogni e degli interessi delle comunità amministrate. Dobbiamo pensare ad un nuovo protagonismo degli enti locali nel processo di rilancio del Paese e, al tempo stesso, a rifondare la nostra associazione. In autunno, dopo l’importante turno elettorale che porterà al rinnovo di molti Comuni grandi e piccoli, dovremo ragionare bene per immaginare un colpo d’ala, magari un congresso straordinario, a beneficio della rinnovata credibilità dell’Anci”.
Ciambella ha tra l’altro colto l’occasione per chiedere formalmente al presidente De Caro di commemorare Maria Guidi Cingolani, membro della Costituente, sottosegretario nel 1951 nel VII Governo De Gasperi e sindaco per 10 anni di Palestrina. “La sua figura – ha detto – è stata d’esempio per dimostrare come le donne potessero guidare con intelligenza e capacità pratica un’amministrazione locale, mentre dominava ancora negli anni ’60 l’idea che il mestiere di sindaco”.







