C’è chi dice di non aver capito. Chi forse ha fatto finta di non capire e chi si è pentito. Fatto sta che gli aumenti dell’acqua sono stati approvati e sono esorbitanti: il 9 per cento l’anno per quattro anni. Alla fine, parliamo di un rincaro complessivo che nel 2023 sarà di oltre il 40 per cento rispetto alle attuali tariffe. Apparterrebbe a quelli che non hanno capito ciò che si andava a votare il sindaco di Civita Castellana, Franco Caprioli, della Lega che il pomeriggio del 30 in Consiglio comunale si è addirittura scusato per quanto accaduto.
Il suo partito, la Lega, ora chiede una marcia indietro. Vedremo se sarà possibile. A Tarquinia scende invece sul piede di guerra contro Giulivi il Movimento civico: “Nell’assemblea dell’Ato – si legge in una nota – è stato votato all’unanimità, quindi anche dal nostro sindaco, un documento in cui non si rigettano i rincari delle bollette volute da Talete ma si differiscono subordinandoli al famoso mutuo di 40 milioni di euro da parte dell’Area. Il sindaco di Tarquinia, con il 5.31% di quote, in modo irragionevole, ha votato la possibilità di aumentare la bolletta dell’acqua di ben il 9% annuo fino al 2023 contrariamente a quanto era stato deliberato, quasi all’unanimità, nella seduta del Consiglio comunale del 23 dicembre. Che cosa è successo? Il solo punto saldo era ed è l’affermazione che l’acqua deve restare pubblica. Questo andirivieni d’incontri tra i sindaci azionisti della Talete non ha ancora portato a risposte chiare e effettive soprattutto in relazione alle tasche dei contribuenti. A noi del Movimento civico per Tarquinia sembra soltanto un’inutile ricetta per allungare il brodo. La sola notizia che abbiamo acquisito con certezza, sia noi che tanti altri concittadini, è che alla Talete servono ingenti capitali per continuare a offrire il servizio idrico integrato, e a quanto pare l’unica soluzione efficace per il risanamento del debito dalla società stessa non è altro che il tanto temuto e cospicuo aumento della tariffazione dell’acqua fino al 2023”.
“Che Talete abbia bisogno di fondi è ormai appurato e risaputo – continua il Movimento civico – notizia trita e ritrita: il dissesto della società è palese. Intanto, da notizie pubblicate recentemente si è appreso che ‘il Codacons denuncia la società Talete e i sindaci della provincia di Viterbo chiedendo alla Regione Lazio il commissariamento della stessa e il blocco per qualsiasi ulteriore aumento delle tariffe. Lo stesso Codacons ha richiesto ai magistrati viterbesi accurate verifiche per capire se nei confronti dei sindaci-soci esistano eventuali reati quali inadempimento di contratti di pubbliche forniture e/o omissione di atti di ufficio. Non sono quindi i comuni ribelli rispetto all’ingresso in Talete che vanno commissariati, secondo il Codacons, ma la stessa azienda idrica‘. A seguito di tali affermazioni e con tutto ciò che si dovrebbe appurare in merito, la soluzione per cercare di continuare a tenere ancora in vita l’ammalata Talete, oramai a nostro avviso incurabile, è stata la proposta di un aumento del 9% sulle bollette differito nella riunione del 30 e che come al solito ricadrà soltanto sugli utenti insieme alla richiesta di ricapitalizzazione per più di 40 milioni di euro di debiti oramai degenerati dalla stessa. Signori politici, vorremmo porvi una semplice domanda: chi stanzierà questi capitali? Dovrà pur avere un’identità questo salvatore. Forse si tratta dei Soci privati? Forse proprio quei soci privati che attraverso la gestione del servizio idrico applicheranno immediatamente un considerevole aumento tariffario atto a soddisfare i profitti originati dai finanziamenti richiesti agli istituti di credito? Insomma, alla fine, a rimetterci saranno sempre e solamente i cittadini e tutti gli utenti della rete idrica. Caro sindaco, come Movimento civico per Tarquinia siamo qui a ricordarle che l’acqua deve rimanere pubblica e che questa è e sempre resterà la priorità”.
“Comunque – conclude il Movimento civico – nel caso in cui malauguratamente ci dovesse essere un rincaro, che ricordiamo in Consiglio comunale non è stato deliberato anche se fissato ad una soglia massima dell’1.5%, riaffermiamo che tale somma dovrebbe essere messa a disposizione per il risanamento della rete idrica. Per finire facciamo un appello ai nostri concittadini chiedendogli di venire a firmare, per chi non lo avesse ancora fatto, la petizione a favore del Comitato no Talete, sì acqua pubblica che riprenderà presso la nostra sede dopo le festività”.

