C’era una volta “il Tenerone”. Scordatevi l’immagine tradizionale di Giovanni Arena, quella dell’uomo che media e che smussa, che tronca e sopisce per citare il manzoniano Conte Zio. Scordatevi la zuccherosa foto di San Giovanni conciato per le feste da Babbo Natale, per la gioia dei bimbi del suo quartiere, Ponte dell’Elce.
Il nuovo Arena tendenza Sgarbi, a settant’anni suonati ha deciso finalmente di rendere onore al suo cognome. Nomen, omen dicevano infatti i latini. E così il sindaco dal Tenerone che era si è trasformato in un rissoso, irascibile Braccio di ferro. Pronto a inveire contro chiunque in consiglio comunale osi disturbarlo o contraddirlo. Roba che il duro Giancarlo Gabbianelli al confronto sembra Michelini. Ormai Arena sbrocca con tutti: ad Alvaro Ricci ha dato dello zombie, alla consigliera Chiara Frontini della showgirl demagoga, a Giacomo Barelli dell’ipercinetico affetto da manie di persecuzione. Il sindaco trascende spesso anche su Facebook, prendendosela coi giornalisti che osano mettere in discussione il suo operato, vedi la (non) chiusura delle scuole per neve. Un’insofferenza totale alle critiche a cui il vecchio Arena non ci aveva abituato. Cosa abbia trasformato Babbo Giovanni nel Grinch non è dato sapere. Probabilmente gli eccessi di tensione e di pressione, lo stress che il tenere a bada una maggioranza così litigiosa comporta. Oppure semplicemente un adeguamento allo zeitgeist, lo spirito di questi tempi salviniani e politicamente scorrettissimi.

