E’ giallo sul destino del sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci, rappresentante politico di Forza Italia tra i più attivi nell’ambito della campagna acquisti della Lega in provincia di Viterbo.
Il suo passaggio nel Carroccio, annunciato alla vigilia di Ferragosto con comunicati stampa e post su Facebook, infatti non è ancora avvenuto e secondo le ultime indiscrezioni potrebbe addirittura non concretizzarsi più. Caci – che tuttavia continua ad essere presente a tutte le manifestazioni della Lega, mostrando oltretutto un ditino alquanto lesto nel mettere like e cuoricini ad ogni sospiro social di Fusco e Salvini – si sarebbe convinto (per ora) a non lasciare la casa madre in seguito a non meglio precisate rassicurazioni ricevute da Stefano Parisi (che abita a Pescia Romana) con cui si è incontrato nei giorni scorsi. Nell’occasione i due avrebbero parlato di elezioni europee, dal momento che il pallino del sindaco montaltese – mancato il bersaglio alle politiche del 4 marzo – resta quello di ottenere un seggio parlamentare.
Caci, in altri termini, va con chi lo candida e siccome nella Lega (sostengono i maligni), a causa dell’indagine sulla raccolta dei rifiuti in cui è rimasto suo malgrado coinvolto, potrebbe avere qualche difficoltà, torna a sperare nella clemenza di nonno Silvio. Patti chiari e amicizia lunga, Parisi gli avrebbe tuttavia spiegato che, al di là della candidatura, non sarà facile farsi eleggere perché le europee, dove a fronte di una concorrenza spietata contano le preferenze, si giocano su collegi composti da più regioni, il che oltretutto comporta un notevole sforzo economico per la campagna elettorale. Un problema questo che – s’è detto lui – dovrebbe affrontare anche nella Lega, motivo per cui prima di pensare alle preferenze bisogna portare a casa la candidatura: chi, tra Berlusconi e Salvini, gli darà questa garanzia?

