Paziente resta imprigionata dentro la macchina della risonanza magnetica a causa di un chiodo in un braccio, messole in seguito a una brutta frattura. L’incidente sarebbe avvenuto a Belcolle, dove da giorni, tra medici e infermieri, non si parla d’altro, e avrebbe avuto per protagonista una giovane precedentemente operata al gomito e ancora con il gesso. Secondo il racconto che sta sulla bocca di tutti, la ragazza non riusciva più a staccare l’arto dalla macchina. E’ stata liberata dopo parecchi minuti – figuratevi l’ansia per chi già mal tollera questo tipo di esame per il senso di claustrofobia che si ha approcciandosi alla sofisticata apparecchiatura – e fortunatamente le manovre per tirarla fuori sarebbero state favorite, a forza di tirare, dalla rottura del gesto. In caso contrario, sarebbe stato sicuramente necessario più tempo.
Come si può intuire dal nome, la risonanza viene effettuata da un’apparecchiatura provvista di potenti magneti, che ovviamente attraggono i metalli, ed è questa la ragione per cui l’esame non può essere effettuato a carico di persone provviste di protesi o pacemaker. Ma a Belcolle no. Qui, se le cose sono andate realmente così, può evidentemente davvero accadere l’inverosimile. La risonanza – incredibile, vero? – sarebbe stata oltretutto prescritta proprio al reparto di ortopedia.
A questo punto non si possono non rivolgere alcune domande ai vertici dell’ospedale, ossia in primis alla direzione sanitaria e poi alla direzione generale: 1) è stata aperta un’indagine interna per capire esattamente la dinamica dei fatti? 2) Sono stati presi provvedimenti o tutto è destinato a risolversi a tarallucci e vino?
L’accaduto, sempre se i fatti saranno confermati secondo tutti questi allucinanti dettagli che emergono dalle voci di corridoio, sarebbe emblematico delle difficoltà in cui versa la sanità viterbese, sulla quale mancano da parte della Regione gli opportuni investimenti e, a livello di professionalità, sembra gravare anche una gestione nel complesso troppo legata a logiche politiche assolutamente deleterie.

