“Alla fine andremo uniti”. Tanti nel centrodestra viterbese la pensano così, anche se man mano che passano le ore alla paura di presentarsi divisi sta subentrando quella di perdere consenso tra la popolazione. Senza considerare che, di fronte a una finta unità, c’è anche il risvolto della medaglia rappresentato dalla paura stavolta dei cittadini di mettersi nelle mani di gente che il giorno dopo la vittoria comincerà a scannarsi.
Un’ipotesi, quella di perdere colpi agli occhi dell’opinione pubblica, per nulla peregrina se si considera oltretutto la presenza del M5S, che, per quanto poco organizzato, sicuramente beneficerà del vento propizio che spira a livello nazionale, e delle liste civiche di Chiara Frontini, personaggio di chiara provenienza di destra su cui potrebbero riversarsi parte dei voti di quell’elettorato di area rimasto sconcertato di fronte allo spettacolo dato in questi mesi.
Nessuno lo ammetterà mai pubblicamente, ma in privato tutti gli esponenti principali della coalizione sostengono che al momento vincere al primo turno, anche se uniti, non è più un traguardo alla portata. Allo stesso tempo, si teme che, andando divisi, al ballottaggio potrebbero non arrivare né Forza Italia, né la Lega. Vero? Falso? Nessuno può saperlo, la paura però è per questo motivo che fa novanta tanto da aver ricondotto ieri a più miti consigli il senatore Fusco.
In questo contesto non è passato inosservato neanche il confronto pubblico tra Chiara Frontini e Luisa Ciambella organizzato da un sito Internet: le due signore della politica locale – notano alcuni – si stanno legittimando a vicenda cercando di polarizzare attorno a loro l’attenzione dell’opinione pubblica, il che in ultima analisi significa dire ai viterbesi o votate me o votate l’altra. Al di là di noi due non ci sono alternative.

