La metamorfosi del senatore Fusco. Da “domatore” del centrodestra locale a “domato” dagli eventi, che ad appena un anno dallo straripante successo alle amministrative dello scorso anno gli consegnano, suo malgrado, un partito in grande difficoltà per quanto concerne la scelta degli uomini a cui affidarsi. La debacle di Civita Castellana è pesante e si fa sentire.
Intervistato da un sito locale, il senatore non sembra più sicuro come dodici mesi fa delle proprie possibilità: “Abbiamo iniziato a parlare con i cittadini, come facciamo sempre. La nostra politica è quella di dare massima attenzione e ascolto alle loro esigenze. E Civita Castellana è l’esempio che la Lega non è legata alle poltrone. Non c’era più la possibilità di lavorare con 8 consiglieri, un sindaco e 4 assessori. Credo nessun altro partito l’avrebbe fatto, noi sì”.
Ma il sindaco? Chi sarà il candidato? La risposta, solo a pensare la voce dura fatta con i partner del centrodestra nel 2019, lascia sbigottiti: “E’ prematuro parlarne. Nei prossimi giorni incontrerò le forze di centrodestra. La Lega c’è, è forte e ha già iniziato a lavorare sul territorio. Ora dobbiamo rivedere l’assetto del gruppo perché c’è tanta gente che ripone fiducia nel nostro partito. E di questo ringrazio i civitonici perché siamo e saremo sempre aperti al confronto e, nel contempo, abbiamo detto la verità”.
Niente da fare. La Lega quest’anno non sembra affatto convinta di poter imporre la sua legge: “Non mi sbilancio per una questione di rispetto perché non ho ancora avuto modo di incontrare gli esponenti degli altri partiti. Il territorio è di tutti e voglio parlare anche con le forze sociali ed economiche. A iniziare dalle attività produttive. Civita Castellana come comparto ceramico è tra i primi in Italia e il sostegno alle imprese e la creazione di posti di lavoro è priorità assoluta per il territorio e per il Paese, più che mai in questo particolare momento. Dobbiamo cercare di accelerare, di stare vicini agli imprenditori, di fare da tramite per rappresentare alla grande il nostro numero uno Matteo Salvini perché tenga sempre sotto pressione il Governo affinché metta in campo le risorse di cui necessitano aziende e famiglie”.

