“Negli ultimi decenni, il traffico aereo ha registrato una fase di crescita pressoché costante soprattutto per quanto riguarda il settore del trasporto merci e quello dei voli low cost” A sottolinearlo è l’ Isde (International Society of Doctors for the Environment) di Viterbo che fa il punto su come questo tipo di voli creino inquinamento avendo ripercussioni pesanti anche sulla salute umana. Sotto accusa sono finiti i voli “low cost” solitamente legati al turismo definito anche “ mordi e fuggi” che determinano un incremento importante del suo impatto negativo sull’ambiente, soprattutto in termini di inquinamento atmosferico, acustico e importante contributo ai cambiamenti climatici.
“Secondo il rapporto dell’European Aviation Environmental- EAE 2016 -sottolinea l’Isde -il numero di voli è aumentato del 80% tra il 1990 e il 2014, ed è prevista una crescita di un ulteriore 45% tra il 2014 e il 2035. Solo una minima parte della popolazione mondiale viaggia in aereo mentre le drammatiche conseguenze del surriscaldamento climatico, derivanti anche dal trasporto aereo, ricadono sull’intera umanità in termini di desertificazione, alluvioni, cicloni, sconvolgimenti climatici così gravi che determinano distruzioni e carestie in aree sempre più estese del pianeta e incrementano il fenomeno forzato delle migrazioni soprattutto dal continente africano ed asiatico”.
“La letteratura scientifica e gli studi sull’impatto ambientale-continuano i medici per l’ambiente-, sanitario e sul clima del trasporto aereo sono a disposizione da diversi decenni e sono sempre più numerosi evidenziando la sinergia tra gli effetti generati dall’inquinamento dell’aria e quello acustico sulla salute umana ovvero: incremento delle malattie cardiovascolari, respiratorie, neoplastiche, disturbi della sfera neuro-comportamentale, disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione nei bambini, e una netta riduzione della qualità della vita per compromissione del riposo notturno a causa delle operazioni aeroportuali svolte anche durante la notte”.
“Le persone che vivono in prossimità di scali aeroportuali e i lavoratori delle strutture aeroportuali sono costretti a subire oltre agli effetti dell’inquinamento dell’aria anche quelli dell’inquinamento acustico con conseguenze importanti sulla salute e lo stato psicofisico -conclude l’Isde-. E’ necessario quindi che la prossima Conferenza internazionale sul clima- COP 25, che si svolgerà a Madrid nel prossimo dicembre, discuta ed imponga limitazioni a questa modalità di trasporto di trasporto che contribuisce in modo rilevante ai cambiamenti climatici”.

