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Home » Politica » Sarà un Natale di odio, altroché di pace

Sarà un Natale di odio, altroché di pace

9 Settembre 2019

Il Caffeina Christmas Village non ci sarà più hanno affermato i vertici della Fondazione. Si parla in realtà di una trattativa sotterranea per risolvere la questione, ma al momento non c’è nulla di certo. Sembra che siano scesi in campo, per trovare un punto di accordo, Giulio Marini e Claudio Ubertini, dopo che a quest’ultimo sono ripetutamente fischiate le orecchie da quando Filippo Rossi ha cominciato a dire a tutti che la Fantaworld, la società entrata in disputa con Caffeina, ha la propria sede legale nello studio professionale dell’assessore.

A far precipitare la situazione è stato comunque il sindaco Arena quando ha detto di augurarsi che “Caffeina resti. In ogni caso, Viterbo avrà comunque il suo evento natalizio”, aprendo di fatto con ciò la porta alla possibilità di un evento senza Rossi & C..

Adesso la Fantaworld, cioè la società che compete a Caffeina l’organizzazione dell’evento, come sottolinea l’amministratore Andrea Radanich, “fa presente che la Fondazione non ha mai organizzato il Chistmas Village, essendo stato allestito nell’ultima stagione dalla Fantaworld, che, come lo scorso anno, manifesta l’intenzione di organizzare il villaggio natalizio anche questo anno. Noi ci abbiamo messo passione e impegno in questi anni, tanto che i risultati non sono mancati e ne andiamo fieri.  Ora, con quella stessa passione, impegno e competenze che ci hanno consentito lo scorso anno di riportare in attivo l’evento, siamo pronti ad organizzare il villaggio di Natale a Viterbo per il 2019”.

Rossi dai social tira intanto dritto, ripetendo il suo mantra, ormai rimasto immutato negli anni: “Voglio essere chiaro. Organizzare grandi eventi di livello nazionale a Viterbo è quasi impossibile. Un Comune che rema contro, che non aiuta. Una comunità invidiosa, che pensa sempre che ci sia qualcosa dietro, che qualcuno ci guadagni troppo. Ma fino a quando Viterbo rimarrà una piccola città dalla piccolissima mentalità non potrà mai crescere davvero. Arrivederci”.

Un’arrivederci, quello di Rossi, lanciato, più che alla città, all’amministrazione Arena. Come finirà la storia del Natale viterbese è ancora difficile a dirsi. Fatto sta che i tempi stringono, dicembre è alle porte e alla fine la città di Viterbo corre il serio rischio di rimanere con le mani vuote.

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