Intanto, da diverse parti della provincia si alzano i toni delle opposizione nei confronti della decisione della giunta Zingaretti. In molti hanno dichiarato la contrarietà nell’accoglimento dei rifiuti romani negli impianti viterbesi. Massimo Giampieri ha dichiarato che Fdi “non è disposta ad accogliere la decisione”. L’esponente del partito della Meloni ha sottolineato che “la Regione sopprime treni, porta gli ospedali al collasso e non concede finanziamenti per le infrastrutture. Però, in cambio, con un’ordinanza ci regala i rifiuti di Roma”.
“Si tratta di un atteggiamento – aggiunge Giampieri- che non può essere tollerato ed il balletto di responsabilità tra Zingaretti, che in tutti questi anni non è stato capace di predisporre un piano regionale rifiuti, e l’incapacità amministrativa della Raggi, che è sotto gli occhi di tutti, non può essere scaricata su di noi”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il senatore Fusco e i sindaci della Lega, che, oltre a denunciare la mala gestione della Regione, dichiarano che “anziché risolvere i problemi, li scarica sugli altri. E nel farlo, in questo caso, il segretario nazionale del Partito democratico rifila l’ennesimo schiaffo alla provincia di Viterbo, declassata a territorio di serie B, destinato ad affogare sotto i rifiuti di Roma. Ci duole per il presidente Zingaretti, ma questa non è la sorte che abbiamo scelto per la nostra Tuscia”.
Sempre la Lega attraverso il gruppo consigliare del Comune di Viterbo denuncia che “non è possibile intervenire sempre per sopperire all’incapacità di chi, amministrando la Regione Lazio, in 7 anni, non è riuscito a scrivere il piano regionale dei rifiuti ed ora pretende di ripulire Roma con buona pace dei comuni viterbesi che dovranno farsi carico dell’immondizia”. “Questo agire in emergenza è sempre la scusa di chi non sa programmare, né amministrare”. Insomma, la decisione di Zingaretti di scaricare il barile della mala amministrazione romana sulle province adiacenti sembra aver smosso un gran vespaio politico.

