Dalla sua kermesse romana il governatore della liguria, Giovanni, ha portato un affondo propulsivo al popolo di Forza Italia (al poco che resta) lanciando una sfida diretta al cavaliere, da svolgersi ad ottobre con le primarie. Insomma, addio ai piani di una vociferata scissione, ma parola alle urne, e sarebbe la prima volta che i forzisti si cimenterebbero in questa impresa. Gazebi aperti ad ottobre, ha detto Toti, quando scatterà la “rivoluzione d’ottobre” come l’ha definita la gremita platea del Branciaccio. La prova di forza del governatore ligure è riuscita bene, in molti, in un assolato pomeriggio romano, si sono incontrati, per ascoltare le sue dichiarazioni. Tanti i parlamentare del Nord, sopratutto lombardi, e molti gli esponenti laziali, come il coordinatore regionale Claudio Fazzone. Va detto però che tanti altri della dirigenza laziale e viterbese hanno preferito non esporsi non partecipando in attesa di vedere cosa succederà a breve. Insomma qualcosa bolle in pentola, ma il coperchio è stato per ora solo allentano, non aperto del tutto.
Berlusconi dal canto suo, in un’intervista al Giornale, ha definito l’azione di Toti “un’ iniziativa pletorica, superata dai fatti. Chiede un rinnovamento che noi abbiamo già avviato, secondo un percorso concordato”. Ha specificato inoltre che in FI “non c’è mai stato spazio per il correntismo e il frazionismo. Questa è l’unica regola che non cambieremo mai. Chiunque non concordi è libero di fondare un nuovo movimento”.
La pistola in ogni caso è ancora sul tavolo e tutto può saltare, visto che si parla di una piattaforma stile Rousseau dalla quale votare programmi e candidati. Forse una base di lancio per un nuovo partito o forse un modo per svecchiare un partito che sta vivendo una grande crisi. Ma il dilemma persiste rivoluzione: stoppata o solo rinviata?

