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Home » Società » Mercatone Uno, le dimissioni dei commissari la decisione ora passa al Mise

Mercatone Uno, le dimissioni dei commissari la decisione ora passa al Mise

17 Giugno 2019

I tre commissari di Mercatone Uno nei giorni scorsi hanno presentato al ministero dello Sviluppo economico l’istanza per la proroga del programma di cessione, in vista di un nuovo bando a breve, e hanno rassegnato le dimissioni. Un passaggio cruciale per il destino dell’azienda e dei suoi lavoratori circa 1800 in tutta italia, circa una quarantina nella provincia di Viterbo. Dopo quattro anni di amministrazione straordinaria e dopo l’annuncio del fallimento da parte della società Shernon, scatta la via degli ammortizzatori.

“Si tratta di un passaggio indispensabile per la pubblicazione del nuovo bando di gara per la cessione dei complessi aziendali – recita la nota dei commissari – e per l’accesso agli ammortizzatori straordinari previsti dalla legge” “una decisione presa in piena collegialità e con spirito di servizio, nell’esclusivo interesse dell’azienda e dei suoi lavoratori, come ogni altro provvedimento assunto negli oltre quattro anni d’incarico, con la finalità di contribuire a ristabilire la necessaria serenità”.

I commissari dimissionari hanno inoltre confermato “la piena disponibilità a collaborare con i Commissari in corso di individuazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico per il necessario supporto nella fase di passaggio di consegne”

Nei giorni scorsi si è fatto sentire anche il ministro dello sviluppo economico Luigi di Maio, che ha detto:” Prendo atto delle dimissioni dei commissari, a breve arriveranno le nuove nomine. Con il ritorno dell’azienda in amministrazione straordinaria – sottolinea Di Maio – salviamo gli stipendi dei lavoratori, con l’emendamento al decreto crescita aiutiamo i fornitori. Ora si apre una fase nuova: si lavori più di prima per riaprire i punti vendita e far tornare al lavoro le persone”

Intanto continua il sit-in dei lavoratori nella filiale di Monterosi dove i lavoratori sostenuti dai sindacati cercano di far valere i loro diritti dopo settimane di mancata retribuzione né misura di garanzia sociale. I sindacati nazionali, Cisl, Cgil e Uil, confermata la vicinanza ai lavoratori hanno sottolineato che “la condizione di 1860 lavoratrici e lavoratori dell’indotto insieme alla situazione dei clienti e dei fornitori di Shernon holding ha carattere prioritario per rispondere all’emergenza che aumenta ogni giorno e che non può più aspettare. Cassa integrazione subito e alle stesse condizioni contrattuali individuali precedenti per le lavoratrici e i lavoratori. Il ministro di Maio apra subito il confronto sul futuro di Mercatone perché le lavoratrici e i lavoratori hanno bisogno di prospettive certe”.

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