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Home » Politica » “Arsenico, acqua più cara per pagare debiti e manutenzione”

“Arsenico, acqua più cara per pagare debiti e manutenzione”

2 Febbraio 2019

Non c’è nessun progetto per risolvere il problema idrico in provincia di Viterbo e che in futuro permetterà di abbassare le bollette. Secondo il comitato “Non ce la beviamo”, i soldi in più che arriveranno nelle casse della Talete con l’aumento della tariffa votato a fine anno, serviranno in realtà per coprire il pagamento di vecchi debiti. E soprattutto per i lavori di manutenzione dei dearsenificatori, che però, come dimostra l’ennesimo richiamo da parte della Commissione europea, non stanno risolvendo il problema.

Il comitato ne parla in una nota in vista del consiglio comunale straordinario che si svolgerà il 5 febbraio. Secondo gli attivisti siamo davanti a “una grande bugia”.

“Mentre l’Italia rischia il deferimento alla Corte di Giustizia Europea per la qualità delle acque del Viterbese, il sindaco di Viterbo città esprime il determinante voto favorevole per l’aumento delle tariffe Talete, giustificandolo con un grande investimento per la risoluzione del problema idrico. Questo grande investimento di 35 milioni di euro che dovrebbe risolvere il problema idrico e ridurre in futuro le bollette, non ha un progetto fondato su studi specifici. La verità è che parte del nuovo mutuo – perché di questo si tratta – andrebbe a coprire i debiti arretrati che Talete ha accumulato nei confronti dei gestori dell’energia (15.000.000 di euro circa). Quindi un mutuo per pagare altri mutui, con tanto di interessi su interessi.  Minima è la quota destinata alla rete”.

Gran parte dell’importo, invece, sempre secondo il comitato, andrebbe a compensare i costi di manutenzione dei dearsenificatori che la Regione dal 2019 ha smesso di erogare (circa 11.000.000 nei tre anni trascorsi). Una beffa, perché questo costo andrebbe sostenuto dalla fiscalità generale, cioè dall’insieme delle entrate fiscali e tributarie dello Stato Italiano, come avviene per tutti gli altri tipi di inquinamento ambientale.

A sentire gli attivisti “non esiste a oggi un progetto fondato su studi di fattibilità per gestire il problema idrico”. “Dov’è – incalzano – il piano di Talete? Dearsenificatori, miscelazione, nuove fonti, sistema misto? Come verrà realizzato e quali previsioni, tempi, e garanzie?”.

Tante domande a cui anche il consiglio comunale straordinario dovrà provare a dare delle risposte.

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