Migranti volontari? Una pagliacciata.
Ha proprio ragione Vittorio Galati di Fratelli d’Italia a lamentarsi dell’operazione del Comune che vuole integrare 60 immigrati ospiti in città facendoli lavorare gratis alla pulizia di marciapiedi e aiuole. E infatti, diciamo noi, andrebbero pagati. Andrebbero pagati come qualsiasi altra persona bianca, gialla, rossa o nera, italiana, comunitaria o extracomunitaria, che fosse impiegata per questi scopi.
L’iniziativa è sicuramente meritevole, ma non si capisce perché per integrarsi con noi, donne e uomini che scappano da fame e guerre, e che solo per miracolo non sono morti in mare, debbano lavorare gratis per integrarsi. Hanno forse qualche pena da espiare? E l’integrazione dove sarebbe?
Lo farebbero per ripagare Viterbo dell’accoglienza offerta, è stato detto. Sicuramente lo farebbero anche per Viterbo Ambiente, che, indirettamente, beneficerà di questa situazione. Il danno sarebbe anche doppio: se c’è bisogno davvero di sessanta volontari per la pulizia della città, significa che il personale attuale non è sufficiente? Servono nuovi operai? Allora che si assumano. Bianchi, neri, gialli o rossi che siano.
Secondo noi, se integrazione deve essere, un’idea potrebbe essere quella di coinvolgere quei gruppi di cittadini che armati solo di buona volontà si ritrovano spontaneamente e periodicamente per pulire la città. Questa sì potrebbe essere davvero un’occasione interessante per fare conoscenza reciproca.

