Quanto andato in scena con l’elezione del nuovo Cda di Talete ha del vergognoso. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo. Abbiamo assistito e stiamo assistendo a una vera guerra tra bande per la conquista del potere alle spalle dei cittadini. Mentre le bollette aumentano e i problemi della potabilità (arsenico e floruri) non si risolvono, è andata in scena a Palazzo Gentili una delle pagine più brutte della nostra storia politica provinciale. Destra contro sinistra panunziana, alla fine è stato riconfermato al vertice dell’ente Salvatore Parlato. Panunzi e gli ex Ds che gli stanno intorno hanno vinto per un soffio in un clima in cui se ne sono viste di cotte di crude. Pressioni sui sindaci, veti incrociati, manovre e contromanovre al limite della legalità. Senza considerare che alcuni quasi venivano alle mani.
Ma perché – ci chiediamo – tanto accanimento? Visto che il problema dell’acqua accomuna tutti, perché nessuno pensa a gestire al meglio e in maniera tranquilla la Talete? Perché armare una guerra di tale portata? Che c’è sotto? Possibile credere che uno si metta a fare tutte queste sceneggiate (eufemismo) quando sa che dovrebbe andare lì a lavorare per il bene dei cittadini? Possibile liquidare l’indegno spettacolo come una mera battaglia politica? No, non ci crede nessuno. E’ legittimo immaginare che sotto ci sia dell’altro. E siccome non ce lo diranno mai, l’unica speranza, arrivati a questo punto, è che qualcuno, sopra le parti, ci metta le mani. Sulla Talete va fatta luce al più presto. Vanno capiti i reali motivi che portano questa gente a scannarsi incuranti dello spettacolo vergognoso che mostrano alla gente. E’ arrivato il momento di recidere il bubbone di cui non ne può più nessuno.

