Vittorio Di Battista, fascista convertito al grillismo al seguito del figlio Alessandro, dovrà rispondere davanti alla giustizia per il reato di vilipendio ai danni del presidente della Repubblica. Fin qui nulla di strano – la conoscono tutti la sua tendenza ad aprire bocca senza pensare troppo a quello che dice – la curiosità è invece che a firmare l’autorizzazione a procedere è stato il ministro grillino della giustizia Alfonso Bonafede, che ha adottato lo stesso provvedimento anche a carico di Beppe Grillo e Salvini più altre sei persone a vario titolo protagoniste di scritti e discorsi contro le persone di Mattarella e del predecessore Napolitano.
“Oggi – ha annunciato Bonafede – ho firmato 9 richieste di autorizzazioni a procedere. Diverse procure italiane, infatti, hanno chiesto al guardasigilli di poter avviare alcuni procedimenti per i reati di vilipendio. Erano fascicoli che stavano lì da tanto, alcuni erano sulla scrivania del ministro dal 2014. La legge infatti prevede che il ministro della giustizia dia la sua autorizzazione per questo tipo di reati. Ritengo che, poiché tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, nessuno deve godere di privilegi. Quindi ho deciso di concedere l’autorizzazione a procedere per tutti i casi pendenti. La coerenza è un valore che va coltivato prima di tutto nelle istituzioni. Per evitare ogni forma di strumentalizzazione o illazione, vi comunico che fra le persone per cui ho firmato l’autorizzazione a procedere, per presunte offese al capo dello Stato, ci sono il ‘padre fondatore’ e garante del Movimento, Beppe Grillo, il mio collega e amico, Carlo Sibilia, il padre del mio amico fraterno Alessandro Di Battista e il ministro dell’interno, Matteo Salvini, accusato invece di vilipendio delle istituzioni costituzionali”.

