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Home » Società » Dall’Unitus il pane che combatte il colesterolo e una birra “made in Tuscia”

Dall’Unitus il pane che combatte il colesterolo e una birra “made in Tuscia”

14 Settembre 2018

Dall’Unitus arriva il pane che combatte l’eccesso di colesterolo. Pane funzionale di pasta madre ad impasto acido (Sourdough) contenente betaglucani. Lo hanno realizzato i ricercatori del Dibaf. Ma c’è anche la birra tutta “made in Tuscia”.

E’ un risultato importante per i ricercatori dell’Università della Tuscia in particolare quelli del Dipartimento Dibaf. “Il pane funzionale – spiega Alessio Cimini professore dell’Unitus -, ai betaglucani d’orzo viene prodotto mediante l’utilizzo esclusivo, ai fini della fermentazione e lievitazione, dell’impasto di pasta madre senza ulteriori agenti lievitanti. Il lievito madre è ottenuto con farina e acqua e sottoposto ad una fermentazione naturale acidificante seguita da successivi rinfreschi che ottimizzano la capacità di acidificazione e lievitazione dell’impasto”.

La farina è arricchita in beta-glucani. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), ha difatti affermato che: è scientificamente dimostrato che “il regolare consumo di betaglucani contribuisce a mantenere le normali concentrazioni di colesterolo nel sangue”. L’effetto  benefico  si  ottiene  con  l’assunzione  giornaliera  di  3  grammi  di  beta-glucani  da  avena,  crusca  d’avena,  orzo  o  crusca  d’orzo  o  da  miscele  di  tali  beta-glucani.  L’utilizzo del lievito madre migliora poi le caratteristiche reologiche dell’impasto, quelle nutrizionali (migliore digeribilità) organolettiche (aroma e consistenza) e ne aumenta la conservazione. Di questo pane, che tutela la salute, si potrebbe avere una produzione su vasta scala. Ora occorrerà trovare partner interessati.

BIRRA 100% MADE IN TUSCIA

La birra, (stile Bohemian Pils), rappresenta un primo tentativo di produzione di birra a filiera corta, con materie prime d’eccellenza prodotte e lavorate interamente nel Viterbese.  In particolare l’orzo della varietà Traveller coltivato nella zona di Acquapendente è stato maltato nell’impianto pilota (100 kg) presente presso Il Centro grandi attrezzature dell’Università degli studi della Tuscia (laboratorio delle tecnologie agroalimentari Its-Cga) con l’obiettivo di ottenere un malto con le migliori caratteristiche qualitative possibili. La birra è stata quindi brassata nello stesso laboratorio utilizzando dei luppoli (raccolto 2018) in fiore, coltivati, raccolti ed essiccati a Bassano Romano. La birra dal corpo leggero ma con un ricco, rinfrescante aroma di luppolo presenta una gradazione alcolica di soli 3,5° v/v.

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