C’è un sito di informazione della Tuscia – senza farvi il nome, basta dirvi che è quello che si autoproclama il più bello e il più bravo di tutti – che non perde occasione per incrementare la sua tradizione favolistica. Parole in libertà, quelle con cui ogni mattina riempie le pagine, fantasia allo stato puro, come è nello stile di chi, anziché rispondere alla rappresentazione di una realtà oggettiva, si muove seguendo sotterranee logiche che nulla hanno a che vedere con la narrazione dei fatti. Questo giornale on line tra l’altro è molto sensibile alla pubblicità e a tutti coloro che a vario titolo gliela procurano, con la conseguenza che chi non si improvvisa agente al suo servizio viene messo all’indice dal temibile direttore e padrone che lo governa.
Accade così che anche la Festa democratica del Pd cittadino venga da esso derubricata a fatto politico di secondaria importanza, mettendone addirittura in dubbio la capacità di rappresentare tutto il partito: “E’ la festa – hanno infatti scritto – dei popolari”. Vale dunque la pena ricordare a questi “disinteressati” leoni da tastiera che fino a prova contraria il Pd cittadino è l’unico ad aver organizzato una festa in tutta la provincia: non si ha infatti contezza di iniziative analoghe in altri Comuni. Allo stesso modo, non si tratta affatto di una festa di parte, sono tutti invitati a partecipare e anzi, al di là delle correnti interne, sarebbe davvero una cosa buona e giusta se ognuno portasse il proprio contributo al dibattito visti i temi all’ordine del giorno, che non sono solo dei popolari, ma anche della sinistra e se vogliamo di tutte le persone che hanno del buon senso. Tra l’altro, la maggioranza del partito si augura che proprio partendo da un dibattito sereno sui temi all’ordine del giorno della festa si possano gettare le basi per ricostituire l’unità perduta. Un’unità dunque sui contenuti e nel rispetto delle regole del partito.
In verità, non vorremmo che questo sito di “professori” che ha definito di parte la Festa democratica sia spinto a fare certe considerazioni per il solo fatto che non compaia tra i relatori colui che si considera “padrone” della mozione Orlando, ovvero il consigliere regionale Enrico Panunzi. Se fosse così, si sappia che Panunzi è soggetto ad un’indagine interna (o istruttoria, o chiamatela come vi pare, se il termine indagine non vi sembra appropriato) per aver appoggiato alle comunali liste non del Pd. Questa e soltanto questa è la ragione per la quale non poteva essere invitato a partecipare al tavolo dei relatori, e d’altra va anche detto che appartenere ad un partito significa prendere parte attiva alle varie iniziative che si organizzano anche quando non c’è un palco su cui salire. Ciò detto, è invece presente del Consiglio regionale Eleonora Mattia, che, dato il tema di cui si tratta il giorno del suo intervento (scuola e formazione), essendo presidente della commissione che si occupa di questi argomenti, non è proprio l’ultima arrivata.

