Oggi pomeriggio alle 18, nella ex chiesa degli Almadiani, l’inaugurazione delle due mostre su Aldo Moro – La persona prima di tutto e Moro e la Costituente – curate dall’omonimo Centro studi di Viterbo.
“La mostra La persona prima di tutto – spiegano Giuseppe Fioroni e Gero Grassi – ha un titolo profetico che utilizza le parole che Aldo Moro pronuncia il 3 novembre 1941 nella sua prima lezione all’Università di Bari. Parole che sintetizzano la sua vita ed il suo impegno di uomo, di professore, di politico, di cristiano. La mostra espone scritti di Moro e su Moro di estremo interesse e rappresentano un unicum per la conoscenza dello statista”. “La mostra – continuano – offre insomma una piccola panoramica del pensiero e dell’azione di Aldo Moro, fuori dalla Renault nella quale è stato trovato cadavere. Molto interessante l’intervento alla Commissione dei 75 nel 1947 con cui Moro delinea alcuni aspetti vitali della Costituzione, sostenendo che la stessa deve essere strumento efficace di convivenza democratica e che deve essere antifascista, non afascista, perché cosi faremmo finta che il fascismo non ci sia stato e dimenticheremmo la grande forza democratica della Resistenza”.
Le due mostre propongono anche articoli di Moro sul valore della vita, il valore intangibile della persona, la tragedia della guerra e la speranza che la civiltà italiana risorga, il ruolo del cristianesimo nella società, la situazione italiana precedente al rapimento e la difficoltà degli americani ad accettare un nuovo corso politico dell’Italia e dell’Europa. Ed ancora il depliant di Aldo Moro delle elezioni politiche del 1976 con volti pugliesi noti e meno noti ed una serie di frasi attualissime, tra cui ricordiamo: “Non intendiamo ammainare la nostra bandiera che reca il segno della libertà. Al paese proponiamo un’alternativa democratica e popolare che non può essere e non sarà un’alternativa conservatrice”.

