Tutto regolare da un punto di vista normativo, ma siccome la sanità viterbese, oltre che alle leggi, ormai purtroppo risponde sempre di più anche alle logiche della politica, non possono sfuggire tre incarichi affidati dalla Asl a persone che alle scorse comunali hanno concorso nelle liste di Francesco Serra. Liste che, come si ricorderà, delinearono un vero e proprio partito della Asl.
Nello specifico, a una psicologa che si è candidata sotto le insegne di “Impegno Comune” è stato ritoccato il contratto di collaborazione: da 25 a 34 ore settimanali. Tutto in attesa di un concorso pubblico da bandire (quando?) per sopperire alla carenza di organico che grava sul settore. Troviamo poi il rinnovo di sei mesi di un incarico provvisorio (38 ore settimanali) ad un medico fisiatra presso il reparto di riabilitazione: anche in questo caso la dottoressa interessata è scesa in campo con “Impegno Comune”. Infine, c’è l’incarico di 5 anni per la gestione del Centro emostasi ad una dirigente medico che ha corso nella lista “Viterbo dei cittadini”.
Alla luce di questi fatti curiosi, o singolari coincidenze, appare sempre più palese la manovra messa in atto lo scorso giugno dal Pd che fa capo alla Regione Lazio contro la parte maggioritaria del partito. Manovra che ha di fatto consegnato il Comune all’opposizione senza neanche la possibilità di giocarsi la partita. Allo stesso modo si palesano e sono sempre più inquietanti le mani della politica su un settore così delicato qual è quello che coinvolge la salute di tutti noi. Senza nulla voler togliere alle tre professioniste in questione, sicuramente brave e preparate, è indubbio il tentativo di assoggettare l’ambito sanitario ad una ipotetica legge del do ut des, che umilia in genere le professionalità conducendo la pubblica amministrazione in un buco nero che inghiotte tutto.

