In un momento storico così difficile e controverso per l’Italia, la lezione di Aldo Moro è prima di tutto un appello alle coscienze di ognuno affinché ci si riappropri pienamente dei valori, irrinunciabili, che appartengono al progresso dell’umanità. Di questa lezione vogliono essere testimoni le due mostre – La persona prima di tutto (Aldo Moro 3/11/1941) e Moro e la Costituente – che saranno inaugurate martedì pomeriggio nella ex chiesa degli Almadiani su iniziativa del Centro studi Aldo Moro.
Pannelli esplicativi, vecchi articoli di giornale e fotografie ripercorreranno l’esperienza umana ed ideologica di uno dei maggiori protagonisti del Dopoguerra, tratteggiandone l’attualità alla luce della deriva autoritaria che ampi settori della politica nazionale hanno intrapreso senza rendersi conto dei danni che essa può causare al Paese.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale e la scoperta dell'”orrore assoluto” di Auschwitz, Moro capì che andava costruita una nuova democrazia, fatta di libertà e di giustizia sociale. Per questo motivo la Costituzione non si sarebbe dovuta limitare solo a ridefinire l’organizzazione dello Stato (Parlamento, governo, Corte costituzionale, magistratura, ecc.), ma avrebbe dovuto anche e soprattutto farsi garante di valori e princìpi che impedissero alla base un ritorno al passato che non si sarebbe potuto escludere se – come oggi tenta di fare qualcuno – la sovranità fosse stata ridotta a pura affermazione di potere, suscettibile di essere riempita di qualsiasi contenuto (vi dicono qualcosa gli attacchi attuali della politica agli altri poteri dello Stato?). Aldo Moro seppe dunque far emergere in modo chiaro tutte le esigenze, teoriche e politiche, che si manifestavano nel difficile percorso di ripristino della democrazia e della libertà calpestate dal fascismo, prefigurando nel contempo una nuova società, ispirata all’eguaglianza e alla solidarietà.
Le due mostre sono un’occasione per riflettere su questi temi.

