Da un gruppo di iscritti del Partito democratico riceviamo e pubblichiamo
La minoranza panunziana del Pd, dopo interviste e proclami che hanno determinato danni irreparabili, ha prodotto l’ennesimo documento che certifica con forza due cose: l’essere minoranza di un partito dilaniato e l’arroganza dei toni minacciosi che da tempo la contraddistingue. Gli smemorati di Collegno, dopo aver urlato e preteso l’azzeramento del gruppo dirigente, battono di nuovo i pugni. Forse vogliono adottare le punizioni corporali?
Purtroppo, con questi toni continuano a dividere e a distruggere, allontanando dal Pd cittadini ed elettori. L’irresponsabile polemica di queste ore, alla vigilia delle elezioni amministrative, ha un solo obbiettivo: completare la distruzione, cercando di far perdere tutto. Negli occhi abbiamo ancora l’immagine del brindisi, il pomeriggio del 5 marzo, inscenato per festeggiare l’unico superstite tra i candidati viterbesi (Panunzi): un fatto gravissimo accaduto solo qui e in nessun’altra parte d’Italia. Quel brindisi è stato l’esaltazione della faziosità, frutto di una visone personalistica della politica che dimentica l’interesse generale, che dimentica il partito, perché è stato il partito a permettere a Panunzi di vincere, e che non si cura di tutti gli elettori, numerosissimi, che non hanno espresso preferenze.
Ora, con queste nuove prese di posizione, proseguendo con liti e minacce, si vuole perdere anche nei Comuni che vanno al voto, collaborando così, di fatto, con la destra e i grillini. La logica è chiara: se non comando io, se non decido io, meglio perdere e creare i presupposti per trame ed intrighi già visti alle politiche. Il gioco è scoperto: ma noi non vi consentiremo di distruggere il Pd, non vi consentiremo di continuare a fare quello che avete fatto con la giunta Michelini, la prima di centrosinistra dopo 20 anni, osteggiata, attaccata e vilipesa più da voi che dalla destra. Noi vogliamo fare un patto con la gente onestà e perbene che nulla ha da chiedere, che nessun contributo ha da implorare, che pensa al bene comune ed agli interessi generali. Questo è quello che va fatto per ripartire nei Comuni, questo deve fare il gruppo dirigente. Siamo indignati per la foto del brindisi, per la partecipazione ad inaugurazioni di altri movimenti politici, per la nomina di assessori conto terzi, ma andiamo avanti. Il Pd può rinascere parlando alla gente, risolvendo i suoi problemi, testimoniando l’impegno politico con la vita onesta e la trasparenza. Basta con documenti intrisi di rancore e pieni di politichese.
Comitato iscritti indignati della provincia di Viterbo

