Con 2.192 è stato il candidato più votato a Viterbo città alle ultime regionali. Un bottino di voti che Daniele Sabatini sperava valesse un’ipoteca sulla candidatura a sindaco alle comunali del 10 giugno da parte del suo partito. Ma il suo partito, Forza Italia, non solo gli ha preferito Giovanni Arena ma finora, parole sue, nemmeno si è degnato di chiamarlo.
L’ex assessore ai servizi sociali nella corsa per Palazzo dei Priori comunque ci sarà. Alla testa di una sua lista civica alla quale sta già lavorando, nel caso Forza Italia e il centrodestra non dovessero piegarsi alla legge dei numeri. E i numeri, sottolinea Sabatini, in politica sono come le dimensioni: contano: “ In questi giorni sto parlando con i tanti amici che hanno sostenuto la mia candidatura alle regionali. Non voglio apparire stucchevole o autoreferenziale, ma l’essere stato il candidato più votato a Viterbo, quello che nel centrodestra ha ottenuto più voti di tutti gli altri messi insieme, qualcosa vorrà dire”. Sabatini e i suoi sostenitori non hanno dubbi: vuol dire che la nomination spetta a lui. Ma da questo orecchio Forza Italia, che invece punta su Arena, non sembra voler sentire: “La cosa che più mi fa male e che reputo intollerabile – continua l’ex consigliere regionale -è questo disinteresse nei miei confronti, questo tentativo di mettermi ai margini, questo infischiarsene della volontà popolare. Volontà popolare che in democrazia dovrebbe essere invece rispettata. A un mese dalle elezioni non ho ricevuto nemmeno una telefonata, né dai dirigenti di Forza Italia né dagli altri partiti”.
Per questo Sabatini ha deciso di chiamare a raccolta amici, sostenitori e amministratori locali a lui vicini: “Cosa fare lo decideremo tutti insieme perché io non ho mai preso decisioni da solo”. Ma è evidente che il dado è ormai tratto. Sul piatto Sabatini fa pesare non solo il record di consensi ma anche l’esperienza amministrativa maturata nonostante la giovane età, prima da assessore ai servizi sociali della giunta Marini poi da consigliere regionale di minoranza. “Mi stupisce – dice – la facilità, per non dire la superficialità, con cui alcune persone si alzano la mattina e decidono di correre per diventare sindaco pur non avendo alcuna esperienza. A me tremerebbero le vene ai polsi”.
Quanto alle voci di possibili accordi trasversali, in particolare con una parte del Pd, Sabatini non chiude la porta a nessuno: “Se mi si chiede se ho parlato con Fioroni, rispondo no. Se mi si chiede se, nel disinteresse totale di quelli della mia coalizione, mi sia capitato di parlare in questi giorni con esponenti politici di altri schieramenti, rispondo sì. Certo, non ho fatto consultazioni come quelle che sta per iniziare il presidente Mattarella, diciamo che li ho incontrati in maniera fortuita per strada”.

