Usb Lazio ha chiesto un incontro a prefetti, sindaci e Regione per discutere insieme l’applicazione di norme che tutelino i lavoratori da sfruttamento e rischi. Nella lettera si cita il caso di Camara Fantamadi, migrante di origine maliana, chge lavorava nelle campagne brindisine e che è stato ucciso a 27 anni dalle condizioni proibitive in cui era costretto.
“Si lavora, nonostante tutto – dice Luca Paolocci – pochi spicci al giorno che non sono sufficienti per sopravvivere, ma sono bastati per morire. La sua morte rende ancora più urgente provvedimenti concreti da parte delle istituzioni.
La Regione Puglia, seppur ha dovuto attendere una vittima, ha emanato un’ordinanza con efficacia immediata che vieta di lavorare nei campi dalle ore 12.00 alle 16.00 per tutta la stagione estiva. Il territorio della morte di Camara è una fatalità, poteva trovarsi a Ragusa, Latina o Viterbo. Ad uccidere sono le condizioni di lavoro, nel caldo soffocante ben oltre le 6 ore e mezza previste dal contratto nazionale. Si opera fino a 12 ore sotto il sole, o addirittura in serra, dove la temperatura percepita è il doppio di quella esterna, senza le dovute pause o turnazioni. A questo si aggiungono le modalità di raggiungere i luoghi di lavoro, quando non si muovono in bicicletta, i braccianti vengono stipati su furgoncini. Solo due anni fa, nel foggiano in nemmeno 48 ore sono morti 16 lavoratori che tentavano di raggiungere o lasciare i campi. Ogni giorni, i braccianti vengono investiti e uccisi mentre percorrono alle prime luci stradine di campagna. Non esiste sicurezza, non esistono diritti”.
“Se i datori sono interessati solo al loro profitto – conclude Luca Paolocci – Usb si rivolge alle istituzioni sul territorio perché dispongano emendamenti e leggi a livello locale che tutelino i braccianti, a partire dal divieto di lavoro nei campi nelle ore più calde, dalle 12 alle 16. Abbiamo scritto alla Regione Lazio e alle Istituzioni territoriali di Viterbo e Latina chiedendo un incontro specifico per discutere, insieme ad una rappresentanza di lavoratori, le misure necessarie.
Chiediamo una risposta immediata. Non c’è più tempo, non possiamo aspettare l’ennesimo omicidio”.
Usb Viterbo
Luca Paolocci

