Secondo le ultime proiezioni epidemiologiche, elaborate dai Medici per l’ambiente prendendo in considerazione dati ufficiali della Asl del quinquennio 2012-2016, in provincia di Viterbo un uomo su tre e una donna su 4 si ammaleranno di cancro nel corso della loro vita. Servono dunque misure di prevenzione più rigide, a cominciare dalla lotta ai prodotti chimici in agricoltura. La diagnosi precoce non basta più.
In particolare, dal 2012 al 2016 nella Tuscia si sono ammalate di cancro 10.087 persone, a cui vanno aggiunti i casi di carcinomi cutanei e di tumori non maligni del sistema nervoso centrale. Ad avere la peggio sono stati gli uomini: 5.425, pari al 53.8%. La zona più colpita è quella del distretto Vetralla-Civita Castellana.
Secondo i Medici per l’ambiente, a mostrare l’esistenza di una stretta correlazione tra i tumori e l’uso delle sostanze chimiche in agricoltura è in particolare il numero dei melanomi cutanei, relativamente ai quali l’incidenza nel distretto di Vetralla-Civita Castellana è superiore alla media provinciale e a quella nazionale.
“I numeri che abbiamo potuto visionare ed elaborare – commenta l’Isde – assegnano alla provincia di Viterbo il primato nel Lazio per quoziente di mortalità generale, pari a 120,11 per ogni 10 mila abitanti e per tasso standardizzato di mortalità generale, pari a 93.95 per ogni 10mila abitanti. Nel 2020 a livello nazionale ci sono stati 180 mila decessi per cancro, il doppio di quelli causati dal Covid, senza considerare che i nuovi casi accertati nello stesso anno sono stati più di 376 mila”. Per questo la prevenzione è fondamentale: “Documenti dell’Oms mostrano come il rischio di sviluppare il cancro sia legato strettamente all’esposizione a fonti di inquinamento ambientale che contaminano aria, acqua, suoli e cibo. Nei nostri territori quindi la prevenzione può e deve essere raggiunta riducendo tutte le fonti di esposizione delle popolazioni ad inquinanti ambientali”. Per cui, bisogna “garantire alla popolazione acque potabili, salubri e dearsenificate; evitare l’esposizione delle persone, in particolare dei bambini e delle donne in gravidanza, ai pesticidi; migliorare la qualità dell’aria e la gestione dei rifiuti; bonificare le discariche illegali di rifiuti tossici ancora presenti nel territorio viterbese; e incentivare, negli edifici pubblici e privati, i lavori per la dispersione del radon”.