Vittorio Sgarbi, deputato e sindaco di Sutri, ospita nella sua città la protesta dell’Associazione ristoratori Toscana e del Coordinamento nazionale Ncc, rappresentato da Giulio Aloisi, responsabile nazionale e fondatore Anitrav, per la prima volta uniti insieme contro i provvedimenti del Governo. Partiti il 4 novembre per una marcia di protesta da Pontevecchio, a Firenze, dopo aver percorso il cammino della Via Francigena, sostando nelle città lungo il percorso, arriveranno a Roma il 13 novembre per una manifestazione al Pantheon e per un incontro col presidente Conte.
“Stiamo arrivando”, gridano accogliendo il sindaco di Sutri tra gli applausi.
“Sono con chi lavora e con chi sta soffrendo, con chi non ce la fa più, con chi rischia di mandare in rovina i sacrifici di una vita. Non potevo non sostenere e non ospitare il grido dei ristoratori – dichiara Sgarbi – a Sutri la prefettura ha revocato la mia ordinanza che prevedeva l’apertura dei ristoranti e dei bar oltre le 18”. Termina Sgarbi: “Ormai siamo nel culto del Dio Vaccino. Il futuro d’Italia è fermo. Eppure col mio movimento, Rinascimento, prospetto la rinascita dopo la morte. Ci saranno alcuni cittadini a Sutri che mi daranno ragione e che sono convinti che tutto quello che viviamo sia una congiura del governo per impedirci di vivere sani, per ammalare i sani e non curare i malati. La vita non è un’eccezione”.
Sgarbi, con questa vicenda del Covid, entra a pieno titolo nella schiera dei tanti predicatori capaci di demolire qualsiasi iniziativa, ma allo stesso tempo incapaci di prospettare soluzioni diverse. Così va la politica ai tempi del web e del coronavirus.

