Stiamo alle solite. Le bande di sempre esclusivamente interessate alla gestione del proprio orticello. Al di là del contenuto della delibera che non è stata approvata e quindi della bontà o meno dell’affidamento diretto della piscina alla Fin, sono proprio gli orticelli la nota dolente di questa maggioranza. Aridi appezzamenti dove non cresce più nulla di buono per la città eppure tanto difesi da tutte quelle braccia sottratte all’agricoltura che si dimenano tutti i giorni nella Sala d’Ercole.
In questo caso l’orticello è quello di Insogna, uno che ha sempre ritenuto lo sport roba propria. Non sappiamo, né ci interessa sapere, perché dice no alla Fin. Notiamo invece che quando si parla di certa roba lui c’è sempre. Che tristezza. Non meno triste è l’orticello dei Fratelli d’Italia: il tempo libero, la cultura (inesistente) e appunto lo sport che i meloniani vorrebbero nella propria zona di interesse. Poi ci sono gli orticelli più interessanti dal punto di vista della sostanza delle cose: i lavori pubblici e l’urbanistica. Ovvero, i rapporti con gli imprenditori, le pubbliche relazioni con loro intrattenute, le disquisizioni (inutili) sullo sviluppo della città, che a ben guardare sarebbe meglio chiamare sottosviluppo.
Infine c’è Arena. Perennemente sotto ricatto. Conta poco e gli va bene così. Sa che la maggioranza si tiene in piedi sulla base di un patto siglato prima delle elezioni in base al quale fu fatta una spartizione degli ambiti di interesse. Lui perciò sta bene attento a dove mette i piedi.
Arena, insomma, attacca il somaro dove vuole il padrone, ratificando con ciò, tutti i giorni, la politica degli orticelli, atteso che a ogni somaro deve corrispondere un piccolo pezzo di terra dove ruminare un po’ d’erba.

