“Tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà. Qualsiasi uso delle acque è effettuato salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruirne. Gli usi delle acque sono indirizzati al risparmio e al rinnovo delle risorse per non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrologici”.
Così Articolo 1, che critica senza mezzi termini Talete per la gestione fallimentare di una risorsa così preziosa: “Spiace dover ancora evidenziare -sottolinea Articolo 1 – la gestione disastrosa Talete, una società che ha accumulato talmente tanti debiti da arrivare ad una situazione fallimentare. Non contenti si parla di assunzioni avvenute senza le dovute procedure; di disservizi che colpiscono gli utenti, soprattutto i più deboli; di bollette inappropriate; e di una potabilità e depurazione ancora inesistente e pericolosa per la salute pubblica. Oggi poi leggiamo che si stanno spendendo migliaia e migliaia di euro per un software senza comprenderne i motivi”.

