“Nel nuovo orario invernale della ferrovia Roma Nord sono stati cancellati 17 treni rispetto allo scorso anno. Non compensati dai bus sostitutivi”.
Torna a parlare il Comitato dei pendolari, denunciando i ritardi con cui si è deciso di intervenire sull’infrastruttura per metterla in regola con la nuove norme sulla sicurezza, sebbene si sapesse da molto tempo che, se non fossero stati effettuati gli opportuni lavori, si sarebbe arrivati necessariamente allo stop del servizio.
“Sulla tratta extraurbana Montebello/Viterbo, lunga circa 89 chilometri tutti a semplice binario e con numerosissimi passaggi a livello per lo più senza sbarre di chiusura, la circolazione – si leggeva in una relazione tecnica di qualche anno fa ben conosciuta dalla Regione – avviene con giunto telefonico coordinato da un dirigente centrale a Montebello. I segnali sono del tipo a vela e gli scambi sono manovrati a leve. Tale sistema, risalente agli anni ’30, risulta particolarmente obsoleto e non in linea con i moderni sistemi di sicurezza ferroviari”.
La stessa relazione consigliava “l’implementazione di un sistema di blocco automatico; l’installazione sui treni degli apparati di bordo per la ricezione dei segnali emessi dal sistema medesimo; la realizzazione di un apparato centrale elettrico statico per tutte le stazioni che insistono sulla tratta; l’installazione di barriere in tutti i passaggi a livello; il rinnovo completo della linea di contatto e la relativa palificazione da Sant’Oreste a Viterbo”.
Fatta questa premessa, si chiedono i pendolari, perché per fare i lavori ci si è ridotti ad oggi? Perché non prevenire i disagi, ben sapendo che con l’entrata in vigore delle nuove norme sulla sicurezza la situazione sarebbe diventata insostenibile?

