Nominato dalla Regione il commissario ad acta che gestirà la fase di transizione degli otto Comuni dissidenti fino al loro ingresso in Talete. Dopo il decreto di Zingaretti, che impone ai Comuni che si sono opposti all’ingresso nella società idrica di mettersi in regola, si trattava di un passaggio annunciato. Ad avere assunto i potere sostitutivi e a gestire questa fase sarà Enrico Mascioli. Secondo il provvedimento regionale si dovrà sostituire, nella gestione del servizio idrico, alle amministrazioni di Bagnoregio, Fabrica di Roma, Farnese, Grotte di Castro, Monte Romano, Proceno, Ronciglione e Villa San Giovanni in Tuscia.
“L’obbligo di trasferimento – dice il provvedimento – delle infrastrutture del servizio idrico integrato è stato ribadito dalla giurisprudenza amministrativa, in particolare dalle sentenze del Consiglio di Stato, con le quali sono stati respinti i ricorsi presentati da alcuni Comuni contro la diffida regionale al trasferimento del servizio idrico integrato al gestore dell’ambito”.
Il compito che spetta a Mascioli è complicato: in soli tre mesi dovrà portare in Talete otto comuni che con la società non vogliono avere a nulla a che fare.

