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Home » Territorio » Il 35% degli impianti fotovoltaici inidoneo a produrre benefici

Il 35% degli impianti fotovoltaici inidoneo a produrre benefici

21 Giugno 2019

Secondo gli analisti di Solar Power Network nel nostro Paese sono state messe in campo tariffe incentivanti esagerate per la costruzione di impianti da collegare alla rete, dando così il via a grandi speculazioni che hanno bruciato rapidamente le risorse disponibili, pregiudicando la reale possibilità di produrre un beneficio esteso e circolare nell’ottica di una transizione energetica sostenibile.

Secondo la multinazionale canadese, i dati e le esperienze fino ad ora condotte nel nostro Paese dimostrano una forte instabilità nelle proposte di sviluppo economico del solare e della speranza che vi era stata riposta.

Il dato più eclatante si riferisce al 2016, quando i controlli sugli impianti soggetti ai vari «conti energia» ha portato a sospendere o revocare gli incentivi per oltre un terzo degli impianti. A confermare questi dati è lo stesso Gestore dei Servizi Energetici , secondo il quale «il 35% dei 2.147 procedimenti conclusi nel corso dell’anno ha avuto esito negativo, derivandone la necessità di recuperare 183 milioni di euro».

Insomma, oltre un terzo degli impianti controllati sono risultati inidonei ad avere tariffe incentivanti e, da quanto si è potuto osservare, gli organi di controllo hanno cercato ogni possibile pretesto per tagliare gli incentivi riconosciuti anni prima e sui quali molti privati e molte aziende avevano fatto conto per i loro investimenti.

Secondo gli analisti il vero problema della scarsa diffusione del solare in autoconsumo, a livello industriale e commerciale, è stato tuttavia determinato proprio dal fatto che nel nostro Paese sono state messe in campo tariffe incentivanti esagerate per la costruzione di impianti da collegare alla rete, dando così il via a grandi speculazioni che hanno bruciato rapidamente le risorse disponibili, pregiudicando la reale possibilità di creare una nuova filiera economica stabile e di produrre un beneficio esteso e circolare nell’ottica di una transizione energetica sostenibile. 

Nella nostra provincia moltissimi ettari di terreno sono dedicati al fotovoltaico, terra sottratta alle coltivazioni per una buona ragione. Ma se anche le rinnovabili devono creare inquinamento allora non verremo mai a capo di nulla. Se la speculazione deve vincere sull’ambiente ci troveremo sempre ad affrontare gli stessi dibattiti. Vale più l’ambiente e la salute o la speculazione finanziaria?

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