Un Pd tutto sbilanciato a sinistra sarebbe un passo indietro nella storia. Una negazione dell’attualità, che lo relegherebbe per sempre all’opposizione. C’è bisogno invece di un partito che sappia parlare alla gente. In grado di intercettare le esigenze della società in tutte le loro sfaccettature. Capace di produrre progetti e di renderli credibili. Per questo oggi, più che ieri, è centrale il ruolo dei moderati e dei riformisti.
E’ stato questo il filo conduttore dell’incontro di ieri sera, al Parco dei Mostri di Bomarzo, con Simona Bonafé, tornata nella Tuscia per ringraziare gli elettori che a migliaia l’hanno votata. Dimostrazione, tutti questi consensi, di un mondo che non si ferma a quella sinistra “radicale” che ha dato l’assalto ai vertici del partito incurante dei suoi principi fondativi.
Presenti oltre 400 persone arrivate da tutta la provincia. Più alcuni rappresentanti di altre zone del Lazio, dell’Umbria, della Toscana e delle Marche. L’iniziativa è stata, dunque, l’occasione per riaffermare il ruolo dei moderati e della sinistra riformista per liberare il Paese dalle paure su cui si base la propaganda della destra salviniana. “Loro – ha detto la Bonafè – sfruttano e utilizzano la paura. Il Pd deve fare il contrario, deve saper far emergere le grandi potenzialità del nostro Paese”.
Tutti hanno sottolineato l’esigenza di un Pd “plurale”. Vanno pertanto ritrovate le ragioni di una convinta piattaforma di ideali come era nello spirito originario del Partito democratico. In alternativa, se la sinistra continuasse ad emarginare le forze moderate e riformiste per mantenere il comando all’interno, ci ritroveremo con un Pd che non conterebbe nulla all’esterno. Un Pd ripiegato su se stesso, senza nessuna capacità di manovra e destinato piano piano a spegnersi. Su questo punto, dopo gli interventi di vari esponenti (come Sandro Mancinelli, Antonio Rizzello e Luisa Ciambella), è stato incentrato il discorso di Giuseppe Fioroni. La Bonafè da parte sua ha ribadito l’importanza che un Pd unito può rivestire per fronteggiare i sovranismi, i quali, alla luce del risultato elettorale in tutta Europa, relegherebbero l’Italia in un ruolo sempre più marginale.
In provincia di Viterbo, dove più che altrove l’egemonia della sinistra ha prodotto nell’ultimo anno e mezzo danni gravissimi (vedi il deludente risultato ottenuto sia in termini percentuali sia in voti assoluti), c’è da ripensare un modello di partito inclusivo, rispettoso di tutte le sensibilità e libero dall’arroganza di chi lo ha gestito finora. Significativo l’intervento di Luisa Ciambella, che ha messo in luce l’emarginazione subita dai moderati dal giorno dopo le elezioni regionali del 2018, da quando cioè si è imposto il partito Panunzi. I risultati di tutto ciò sono stati drammatici.
Al termine della manifestazione sono hanno preso la parola Tiziana Lagrimino e Marco Faregna, che a nome di tutti hanno donato a Simona Bonafè un orologio artistico.