Il travagliato parto è cosa fatta. Il bilancio consuntivo è stato approvato. Con un ritardo notevole rispetto alle indicazioni legislative, ma tant’è. Il 4 giugno era il termine ultimo fissato dalla Prefettura per produrre questo fondamentale atto per la vita amministrativa di ogni ente locale. Il Comune di Viterbo è arrivato praticamente a tempo scaduto. Diciannove i sì, sette i no: quelli della minoranza, ovviamente.
Sei i milioni di avanzo di amministrazione, di cui 5 spendibili nell’immediato, certificati con l’approvazione di questo rendiconto. Nelle intenzione della giunta, come spiegato dal sindaco Arena e dal vicesindaco Contardo, saranno per lo più utilizzati per investimenti sulle strade, sul verde e in altri settori dei lavori pubblici. Si vorrebbero ad esempio destinare 50 mila euro alle torri del capoluogo e di Bagnaia (sì, alla fine ci metteranno anche Bagnaia per non scontentare nessuno), 500 mila saranno invece utilizzati per il completamento del depuratore. Ma tra il dire e il fare ci passa di mezzo il mare e infatti per arrivare realmente a spendere questi soldi va trovata una quadra all’interno della maggioranza. Il che probabilmente avverrà, il problema, viste le liti e i rimpasti da fare, è capire quando.
La ripartizione dei fondi va infatti condivisa in giunta, quindi nei gruppi politici di riferimento e nelle commissioni, in ultimo in Consiglio comunale. Della serie: campa cavallo che l’erba (come quella che infesta Viterbo in queste settimane) cresce. Ognuno vorrà la sua fetta di torta e siamo sicuri che se ne vedranno delle belle.