Nonostante la gravità dei fatti avvenuti la notte del Focarone a Bagnaia, dal Comune, almeno pubblicamente, non è ancora arrivato nessun messaggio di solidarietà o vicinanza alla banda aggredita. Invece, anche utilizzando tutti i se e i condizionali del caso – la dinamica dei fatti è ancora in fase di accertamento (quattro le persone che sarebbero state identificate dai carabinieri) -, era il minimo che ci si potesse aspettare da chi amministra la città.
Non solo. Da Palazzo dei Priori non è arrivata neanche una nota per dire che no, che Viterbo non è la città fascista di cui si parla nei commenti che circolano in queste ore sul web, per cui non ci sarebbe “nulla da stupirsi che certi episodi ancora avvengano”.
Che nel 2019 artisti non siano liberi di cantare su un palco, in una piazza pubblica di Viterbo, non è grave, è qualcosa di inammissibile, prima di tutto da parte di chi siede in Comune.
“Viterbo è nera, Viterbo è fascista, Viterbo è nazista”. Secondo il racconto fatto dai musicisti a viterbonews24, questo avrebbero detto gli aggressori alle vittime prima di prenderle a botte. Come se i presunti picchiatori si sentissero autorizzati e legittimati, non si sa da chi e in base a cosa, a parlare a nome di una città intera.
La notizia intanto ha fatto il giro d’Italia. Altro che Viterbo città del Natale, Viterbo città dell’aria pulita e con il tutto esaurito negli alberghi. I nostri amministratori – dal sindaco Arena all’assessore alla cultura De Carolis – che le settimane scorse facevano a spallate per commentare gli incredibili record fatti registrare dalla città dei papi, stavolta non intervengono. Di solito sono tutti molto attivi sui social, ma evidentemente a forza di postare e commentare devono aver finito i giga.

