Cristian Coriolano
Può sorprendere che Sturzo sia fatto segno di rispetto e attenzione nel centenario del suo appello ai Liberi e forti. In questi giorni, a destra e manca, si è gareggiato nel gioco delle appropriazioni e delle fedeltà. Talvolta si è sfiorato il ridicolo, come quando una voce aliena, invero solitaria, ha preteso di annettere il fondatore del Partito Popolare al mondo della nuova maggioranza di governo, accostando in modo blasfemo il popolarismo al populismo.
Merito dell’Istituto Sturzo, nella commemorazione ufficiale cui ha preso parte due giorni fa il Presidente della Repubblica, è stato quello di ricollocare la memoria del prete siciliano nel virtuoso circuito del cattolicesimo democratico. Sì potrebbe aggiungere, senza strumentalità, che l’omelia del Card. Bassetti ha consolidato, a ventiquattr’ore di distanza, il profilo esemplare dell’uomo di fede e di lotta politica. Questo esigeva, a tutti gli effetti, il rispetto della buona e feconda tradizione.
Poi ci sono, come sempre, le cadute di tono o le bolse esuberanze, con l’immancabile pretesa di Berlusconi diretta a maneggiare in funzione di se stesso la materia delle celebrazioni. Di fatto suona strano, anche a voler carezzare l’idea di un Cavaliere illuminato dalla grazia a fronte delle sbracate performance dei Di Maio e dei Salvini, il richiamo alla presunta coerenza del berlusconismo con la filosofia e la prassi politica sturziana.
C’è un limite a tutto.
Di questo, su altro versante, dovrebbe essere avvertito Zingaretti. Anche per lui vale l’imperativo del buon senso. Fare di Sturzo il maestro – tra i vari – di una sinistra riformata ab imis è qualcosa che suscita inevitabili perplessità. Non è più tempo di semplificazioni e scorciatoie. Oggi pare risorgere un concetto di sana pignoleria, e cioè che il centro e la sinistra possono collaborare ma non confondersi. Sturzo, infatti, all’autonomia del del centro non ha mai rinunciato in vita sua. Dunque, sciogliere questo nodo equivale alla mitica quadratura del cerchio.
Ci riuscirà, il tanto travagliato Pd? Presto lo si potrà capire. Certamente con Zingaretti segretario sarebbe alquanto improbabile, se non impossibile.

