“Non è accettabile: ancora chiusure, ancora tagli ai servizi nei presidi territoriali sanitari, ancora disagi per i cittadini e maggiormente per le persone anziane”. Anziani, che “che possono aver bisogno nelle ore notturne e hanno meno possibilità di spostarsi”.
Lo dice il sindacato pensionati della Cgil dopo l’ennesimo colpo di scure da parte di Regione e Asl sulla sanità viterbese.
“Ci lascia perplessi e ci preoccupa – scrive il segretario dello Spi Miranda Perinelli – la notizia che la Asl di Viterbo continua ad applicare modifiche, rivedendo l’organizzazione, i servizi e gli orari dei presidi di Ronciglione e di Montefiascone per trasformarli da Ppi (Punto di primo intervento) a Pat (Presidi ambulatoriali territoriali) aperti solo 12 ore al giorno e non più 24 , perché fuori dai parametri previsti nel progetto aziendale e dettati dalla Regione Lazio”.
“Non è accettabile – continua la Perinelli -. La storia degli ospedali di Ronciglione e di Montefiascone è la storia delle tante strutture del territorio laziale che con il commissariamento hanno subito delle gravi restrizioni o tagli. Declassazioni da ospedali, fino all’ultima trasformazione che ha tolto il pronto soccorso”.
A Ronciglione, ricorda il segretario del sindacato, vivono 8.500 abitanti ma il 60% della popolazione è anziana,. Un’alta percentuale di anziani si registra anche a Montefiascone, dove i residenti sono invece 13.500 abitanti. “Inoltre – spiega la Perinelli – questi presidi sono utili per non sovraffollare Belcolle che, di fatto, diventerà l’unico punto di riferimento anche per le piccole emergenze”.
“Chiediamo alla direzione generale della Asl di Viterbo di andare oltre i parametri aziendali e considerare che la salute non è una merce bensì un diritto sancito dalla Costituzione”, conclude il rappresentante del sindacato pensionati.

