Un deputato, un senatore, il sindaco Arena, un assessore, due consiglieri comunali e il presidente del consiglio comunale.
Tanti politici viterbesi ieri in piazza per esprimere, giustamente, vicinanza e solidarietà agli agenti della polizia penitenziaria poi ricevuti in prefettura per denunciare le gravissime condizioni in cui si trovano a lavorare all’interno del carcere di Mammagialla, “con il personale sempre più oggetto di insulti, minacce, provocazioni e aggressioni” hanno spiegato i sindacati.
Dispiace solo che nei giorni scorsi queste scene non si siano viste nei confronti dei lavoratori del Cup, scesi in piazza – pure loro sotto la prefettura – per difendere l’integrità del proprio stipendio, già basso in partenza, dai tagli inseriti nel nuovo appalto di servizio. Lasciati soli dalla politica, gli addetti al centro di prenotazione unico alla fine sono dovuti scendere a patti, accettando i nuovi contratti, seppure con tagli più contenuti.
Si tratta di due situazioni che si trovano evidentemente su piani differenti, ma sarebbe bello se la politica si dimostrasse sempre vicina ai cittadini.
In piazza nei giorni scorsi con i lavoratori del Cup non si è visto praticamente nessuno. Neanche chi da sinistra, avendo voce in capitolo, avrebbe dovuto fare di tutto e di più perché non si arrivasse neanche a questa situazione. Ma tant’è.

