Tutti i nodi potrebbero venire al pettine prima del previsto. Sui vertici della Talete – rinnovati in autunno e con un presidente (Parlato) eletto per il rotto della cuffia grazie alla prova di forza offerta dalla corrente panunziana del Pd – sta per abbattersi infatti una bufera. Tutto a causa dell’aumento delle tariffe dell’acqua deliberato a fine dicembre (a maggioranza) dall’assemblea dei sindaci. La Lega, per bocca del senatore Umberto Fusco, annuncia infatti che in Consiglio comunale non voterà la ratifica del rincaro. Arena, che con la maggioranza di Talete sembra aver stretto un accordo, viene di fatto isolato e la ratifica dell’aumento delle bollette del 7,6 per cento, senza il Comune capoluogo favorevole, rischia di abortire. Di conseguenza, rischia di andarsi a fare benedire il piano finanziario presentato da Parlato.
“Non ho nessuna intenzione – ha dichiarato Fusco a un quotidiano della città – di avallare una decisione che non ci appartiene. Quando a novembre è stato rinnovato il Consiglio di amministrazione di Talete i nostri alleati (FI) non si sono degnati di consultarci (hanno fatto eleggere Fraticelli, ndr), adesso con quale faccia vengono da noi a chiedere il voto per approvare l’aumento delle bollette?”.
La presa di posizione di Fusco, posto che anche l’ala moderata del Pd non è d’accordo con la gestione della società idrica, sembra dunque destinata a rimettere in discussione tutti gli equilibri. Ma d’altra parte, c’era da aspettarselo. Talete fa acqua da tutte le parti e in questi anni di gestione Parlato i problemi sembrano essersi aggravati. Sia sul piano finanziario, sia su quello più prettamente della qualità del servizio. Nonostante i depuratori, che sono costati milioni e milioni di euro sia per l’installazione che per la manutenzione, l’arsenico sfora spesso in parecchi Comuni i valori limite. Allo stesso modo le carenze strutturali degli acquedotti non sono stato affrontate in nessuna parte. Parlato sostiene che gli aumenti delle bollette sono necessari per ottenere un finanziamento di 35 milioni per la sistemazione degli impianti, il che comporterebbe un risparmio sui costi di gestione futuri, che a sua volta dal 2022 farebbe scendere anche il costo delle bollette. Ma chi, visto come sono andate e come tanno andando le cose, è disposto a fidarsi?

