“Mentre Zingaretti è impegnato nella sua campagna elettorale ‘Piazza Grande’, nella vertenza Cup si consuma la tragedia”.
A poche ore del nuovo incontro in prefettura – probabilmente quello decisivo – tra l’azienda che si è aggiudicata l’appalto del centro unico di prenotazione, Asl e sindacati, l’Usb Lazio va all’attacco del presidente della Regione Lazio, accusandolo di pensare più alle primarie del Pd che al destino degli oltre 100 lavoratori viterbesi coinvolti nella vicenda. Lavoratori che pur di non perdere il posto dovrebbero accettare tagli fino a 300 euro al proprio stipendio, che già in partenza non supera i mille euro.
“Tante chiacchiere dalle pubbliche amministrazioni ma a tutt’oggi pochi fatti – dicono dall’Usb Lazio -. Queste pubbliche amministrazioni, che dovrebbero essere le prime a garantire un lavoro dignitoso nel pieno rispetto della nostra Costituzione, continuano invece a chiedere il massimo dai lavoratori esternalizzati spendendo pochi soldi e pretendendo prestazioni lavorative altissime”.
Secondo il sindacato di base la condizione degli appalti, nella sanità come in altri settori, si rivela ancora una volta “uno strumento di ricatto per i lavoratori”. “Non importa quanti anni di servizio hai maturato – conclude l’Usb – con gli appalti resti un precario cronico, perennemente sottoposto al ricatto del posto di lavoro e al rischio concreto di vederti pesantemente ribassato il salario al momento del subentro della nuova azienda, finta o vera che sia”.
Per quanto riguarda il Cup di Viterbo, secondo l’Usb, si poteva prendere ancora un po’ di tempo. Il tutto in attesa della sentenza, prevista per venerdì 11 gennaio, che si dovrà esprimere in merito alla correttezza dell’appalto che, secondo la direttiva europea, dovrebbe essere gestito come cessione di ramo d’azienda e non come un appalto di beni e servizi. “In caso di sentenza favorevole, la conseguenza pratica per i lavoratori, sarà la conservazione di tutte le condizioni contrattuali e salariali maturate nell’appalto precedente”.
L’Usb Lazio annuncia infine che si prepara ad impugnare i contratti firmati in tutta la regione “sotto il ricatto del licenziamento” e a promuovere nuove iniziative di lotta per recuperare tutta la perdita salariale contenuta nel nuovo appalto.

