Oggi è il giorno della verità per i lavoratori del Cup della Asl, vittime dei tagli indiscriminati della Regione nel comparto sanitario. Se ne sono viste e dette tante in questi giorni. Ma, a ben guardare, è venuta meno una cosa. E’ mancata la presenza sulla scena del consigliere regionale Enrico Panunzi. Lui, sempre così attento a ogni foglia che si muove sul territorio, stavolta non si è fatto sentire. Pubblicamente, s’intende. Scomparso. Sparito. Manco fosse un fantasma.
E’ vero: da un po’ di tempo Panunzi va a dire in giro che lui non si occupa più di sanità. Ma ovviamente non gli crede nessuno. Povero Enrico. Vallo un po’ a spiegare ai lavoratori del Cup, a cui da oggi decurtano la busta paga – deve essersi detto – che la sanità a Viterbo la decidi tu. Vallo a dire ai sindaci di Montefiascone e Ronciglione, dove gli ospedali verranno ulteriormente depotenziati. E vallo soprattutto a ricordare alle migliaia e migliaia di pazienti (potenziali elettori alle primarie prossime venture) costretti ogni giorno a viaggi della speranza fuori provincia per curarsi o a mettere mano al portafoglio per farsi gli esami di cui hanno bisogno senza aspettare un anno la chiamata degli ambulatori della Asl. Meglio inguattarsi, vero Enrico?
Panunzi ha capito che non è facile comparire in pubblico e giustificarsi. Ha capito che la politica, al di là delle cene e delle inaugurazioni, comporta anche rogne. Forse per questo non si occupa più di sanità? Povero. Povero Enrico: dal partito (sostantivo) della Asl, con tanto di liste alle elezioni, al partito (participio passato) dalla Asl. Nel senso di essersela data a gambe levate. Almeno in apparenza.

