La Regione stanzia fino a 20 milioni di euro per 4 grandi aree del Lazio (Alta Tuscia – Antica Città di Castro, Monti Reatini, Monti Simbruini e Valle del Comino), le cosiddette aree “interne” escluse dalla rete principale di comuni o aggregati di comuni. Il limite di partecipazione per ciascuna delle quattro aree individuate è pari a 5 milioni di euro.
Bene, c’è anche la provincia di Viterbo, direte. Sì, peccato però che per l’avvio alla fase di progettazione si comincia dalla Valle di Comino, individuata quale area prototipo per l’attuazione della strategia. Per questa area infatti il passo successivo sarà la sottoscrizione dell’accordo di programma quadro che vedrà l’immediato finanziamento dei progetti cantierabili. A Viterbo niente di tutto questo. Se ne riparlerà. Come al solito, si comincia dunque dal Sud del Lazio e la Tuscia resta sempre fanalino di coda. Per la cronaca, va aggiunto che i paesi interessati sono: Arlena di Castro, Canino, Capodimonte, Cellere, Farnese, Gradoli, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Latera, Marta, Montalto di Castro, Piansano, Tessennano, Tuscania e Valentano.
Gli importi saranno utilizzati per il finanziamento degli interventi previsti per lo sviluppo locale e per la copertura di quanto non risulti finanziabile con i fondi ministeriali. Da un lato si vuole stimolare lo sviluppo locale, intensivo ed estensivo, nei punti di forza di questi territori: agroalimentare, cultura e saper fare, turismo, energia, dall’altro si vuole riequilibrare l’offerta dei servizi essenziali di base: scuola, salute, mobilità e rete digitale.

