L’assessore Claudia Nunzi avrà la sua guerra contro chi chiede l’elemosina.
Dopo il voto di martedì scorso al Senato, manca solo il passaggio alla Camera per veder varato il decreto sulla sicurezza fortemente voluto dal ministro Salvini. Il provvedimento spazia dai temi sull’immigrazione, come la stretta sui permessi di soggiorni, a quelli sulla sicurezza in senso stretto, come l’estensione dei casi in cui applicare il daspo. Fino all’articolo che trasforma l’accattonaggio in un reato penale. Attenzione però, nei casi in cui l’accattonaggio sia di tipo molesto. Senza però specificare il limite entro il quale un questuante debba mantenersi per non finire nei guai con la giustizia. Quando scatta, cioè, la sanzione? Alla terza o alla quarta richiesta per ottenere una moneta? Chi lo stabilisce? La regola è così vaga che sembrerebbe fatta apposta per essere applicata senza tanti distinguo.
Come ricorderete, tra i primi provvedimenti annunciati dalla Nunzi come assessore alla polizia municipale c’era quello che prevedeva di multare non solo chi chiede l’elemosina ma anche chi la fa. La Nunzi dovette rinunciare ai suoi piani vista l’ondata di indignazione generale: Viterbo e il suo assessore furono derisi sui quotidiani nazionali per quello che fu definito il reato di bontà.
Ora l’assessora si dovrà accontentare di punire solo i primi, ma dalle righe che ha inviato ad alcuni organi di stampa per commentare il decreto Salvini, appare già la sua soddisfazione: “Tra le segnalazioni che giornalmente mi trovo a ricevere vi sono quelle su chi fa accattonaggio molesto soprattutto fuori i supermercati con un aumento del senso di insicurezza in particolare su donne e ragazzi. Ecco che il nuovo decreto aumenterà le sanzioni per i parcheggiatori abusivi e gli accattoni molesti”.
Nella città con l’indice di povertà più alto del Lazio – secondo dati diffusi nei giorni scorsi dalla Regione il distretto sociosanitario Vt3 su 98mila abitanti sono 1.650 i nuclei familiari che versano in stato di disagio socio-economico, mentre 4.800 i cittadini in carico ai servizi sociali – forse non era la guerra ai poveri il primo problema che andava affrontato.

