Sostenuta dal principe dei giornali on line della Tuscia, quello che tutto sa, tutto vede e tutto scrive (tranne ciò che accade dentro casa sua, tipo disavventure giudiziarie di qualche suo giornalista di punta), è iniziata la campagna per il recupero e la valorizzazione del Cinema Genio. L’idea è giustissima, nessuno lo mette in discussione. Meno giusto – da quanto si comprende dalle dichiarazioni di certi personaggi, tra cui l’assessore al patrimonio Paolo Barbieri – il percorso che una corrente di pensiero “alquanto trasversale” potrebbe voler seguire. C’è chi è interessato ad investire sul Genio, ha detto infatti Barbieri, e meno male, ma non vorremmo che questa sua singolare sicurezza nell’affermarlo preludesse ad un affidamento più o meno diretto. Non sarebbe infatti possibile.
In altri termini, se il Comune vuole davvero valorizzare il Genio stabilisca i criteri in base al quale affidarlo ai privati e faccia un bando a cui qualsiasi soggetto possa rispondere. Guai a ricorrere a scorciatoie “strane” come qualcuno avrebbe voluto fare già durante la precedente amministrazione comunale e guai a maggior ragione se si scoprisse che questo qualcuno si sta muovendo ancora dietro le quinte per raggiungere l’obiettivo tentato negli anni precedenti. Ripetiamo: giusto recuperare questo spazio – e infatti la precedente amministrazione si era già mossa in questa direzione – ma tutto avvenga con trasparenza, dando a ogni cittadino o impresa l’opportunità di presentare la propria offerta e il proprio progetto sulla base di criteri oggettivi ed incontrovertibili.

