Clima sempre più infuocato all’interno del corpo di polizia municipale per la decisione dell’assessore Claudia Nunzi di chiedere ai vigili urbani la disponibilità ad effettuare anche turni di notte, non più dunque, questi, limitati solo al periodo delle feste, ma da estendere, secondo il piano dell’amministrazione, anche in determinati giorni sensibili della settimana. La richiesta, giunta tramite alcune guardie molto vicine all’assessore, ha mandato su tutte le furie alcune sigle sindacali, che tornano a denunciare condizioni di lavoro giudicate sempre più proibitive. D’altra parte – si fa notare – tali sono le carenze di organico che da fine agosto (per la precisione dal giorno in cui è stata rimossa la bomba all’aeroporto militare) non vengono neanche più svolti i regolari giorni di riposo. Non si comprende oltretutto – altro appunto mosso all’indirizzo dell’amministrazione – come possa un assessore, cui per legge non compete alcuna funzione di carattere gestionale, assumersi la responsabilità di inserirsi in maniera così “irriguardosa” nell’organizzazione del lavoro, pretendendo miracoli, che, stante la grave carenza di personale, non potrebbe fare neanche il Padreterno.
E’ evidente che la Nunzi, con l’avvallo dell’intera amministrazione, voglia rispettare le promesse fatte a determinate aree dell’elettorato, ma – è la domanda – non si comprende come possa pretendere di conciliare l’accresciuta mole di servizi con una pianta organica effettiva ferma a venti e passa anni nonostante nel frattempo ci siano state numerose uscite per pensionamento o altro. Da notare che durante la scorsa amministrazione ad un’analoga richiesta – ma peraltro molo meno pretestuosa in quanto limitata solo a situazioni eccezionali concordate con le altre forze di polizia – fu risposto picche. Non se ne fece nulla e contro la giunta furono sollevate polemiche furibonde. La situazione da allora non è cambiata, per cui è lecito aspettarsi nei prossimi giorni e nelle prossime settimane manifestazioni di protesta formale da parte dei sindacati, che si dicono per nulla disposti a mettere a rischio la qualità del lavoro e di conseguenza quella della vita di chi quel lavoro svolge.

