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Home » Politica » Turismo e negozi aperti dove si fa l’opposto di quanto propone Santucci

Turismo e negozi aperti dove si fa l’opposto di quanto propone Santucci

18 Settembre 2018
Turisti lungo Corso Italia che consultano la mappa della città

Non c’è bisogno di andare fino in Umbria, dove in città turistiche come Orvieto, Perugia e Spoleto la ztl (con limitazioni più restrittive che a Viterbo) coesiste benissimo con impianti di mobilità alternativa come scale mobili, ascensori e tapir roulant. Più semplicemente, per capire che le proposte di Gianmaria Santucci sulla viabilità appaiono un po’ “strampalate” basta arrivare fino a Bagnoregio.

Per fortuna dei bagnoresi Santucci non è consigliere comunale nella cittadina dei Calanchi. Fosse stato così, oggi, la rinascita commerciale del centro storico di Bagnoregio – un vero e proprio miracolo – sarebbe stata un miraggio. Invece è bastato fare l’esatto contrario di quello che l’esponente di Fondazione propone ora di realizzare a Viterbo, per veder riaprire qui – in pochi anni – botteghe artigianali, bar, ristoranti e pizzerie. Ma nell’elenco ci sono anche i negozi commerciali per i residenti, quelle attività che purtroppo in altri paesi della provincia stanno lentamente scomparendo. Un negozio chiama l’altro e a gestirli sono quasi sempre ragazzi giovanissimi. Saracinesche alzate, dove un tempo c’erano porte chiuse e locali abbandonati.

Mentre Santucci vorrebbe che nella città dei papi i turisti entrino tutti da Valle Faul, su per gli ascensori, tagliando fuori dal loro itinerario tutto il resto del centro storico, a Bagnoregio, hanno semplicemente capito che le persone che vengono a vedere Civita rappresentano una risorsa economica per tutta la comunità. Alla città che muore quindi ci si va a piedi, attraversando tutto il paese, mentre una volta con l’auto si arrivava praticamente fin sotto al ponte. Poi chi vuole può sempre prendere il minibus. Ma quelli che scelgono la seconda soluzione sono la minoranza. I più, zaini in spalla, affrontano più che volentieri la passeggiata, in cui si è accompagnati a sinistra e a destra dalle vetrine dei negozi aperti.

Poi è vero quello che dice Santucci, in via San Lorenzo non ci sono molte attività commerciali legate al turismo, ma se in venti anni a Viterbo non si è stati in grado di attirare visitatori da fuori provincia non è certo per colpa dei commercianti.

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