Dopo la Festa democratica, svoltasi nel capoluogo, arriva la Festa dell’unità democratica, denominazione evocativa di un evento con cui il presidente della Regione Nicola Zingaretti inaugura di fatto la sua campagna elettorale in provincia di Viterbo in vista dell’ipotetico rinnovo della segreteria nazionale del Pd. L’appuntamento è per il 21 settembre a Vetralla: ad organizzare la manifestazione sono il circolo locale e quello di Villa San Giovanni in Tuscia.
Desta curiosità, nel leggere il manifesto, la connotazione prettamente di parte del parterre, laddove il governatore del Lazio, nonostante per sperare di vincere il congresso dovrebbe aprirsi a tutte le componenti democrat, si affida solo al suo referente sul territorio, Enrico Panunzi, consigliere presso la Pisana che, favorendo la nascita e la presentazione delle liste Serra alle scorse comunali, ha di fatto lavorato per far perdere il proprio partito. Tutto ciò colpisce perché avviene all’indomani delle polemiche sollevate dallo stesso presidente contro la ventilata cena, promossa da Calenda, a cui avrebbero dovuto partecipare Renzi, Gentiloni e Minniti. Cena, che poi è saltata, non senza tuttavia la stizza del candidato Nicola Z., che ha colto l’occasione per lanciare un invito a tutti affinché venga superata la logica delle correnti, condizione necessaria per ripartire in un clima di rinnovata unità in vista delle prossime sfide.
Certo, l’unità dev’essere un concetto alquanto aleatorio per Zingaretti & C., così come, a giudicare da questa iniziativa, dev’essere piuttosto singolare il significato dato alla parola correnti, in cui a quanto pare vorrebbero racchiudere tutti quelli che non provengono dalla loro tradizione. Il che, in altri termini, vuol dire che con quel “superare le correnti” Zingaretti & C. vogliano significare lo scioglimento di tutte le altre per lasciare in vita solo la loro. Sembra assurdo, è vero, ma i fatti dicono esattamente questo: non si spiegherebbe diversamente la presenza, come detto, del solo Panunzi (che peraltro è ancora soggetto ad un’indagine interna per la vicenda delle comunali, indagine che finora non ha voluto neanche affrontare visto che ora con una scusa ora con un’altra si è sempre rifiutato di rispondere alle convocazione di chi avrebbe dovuto ascoltarlo), come non si spiegherebbe il ruolo del moderatore affidato a una persona nota per la sua, come dire, singolare visione dell'”imparzialità”.

