
Un quadro complessivamente positivo quello che emerge dai dati delle vaccinazioni della provincia di Viterbo, tanto da far evidenziare non solo una buona educazione sanitaria, ma soprattutto un evidente rispetto per la salute dei giovani. A “scattare” una fotografia sullo stato di “salute” del mondo della scuola è stato il secondo appuntamento della Festa demarcata organizzata nella ex chiesa degli Almadiani, dal Pd di Viterbo focalizzandosi su due temi caldi del dibattito politico nazionale “Il vaccino come tutela per la salute dei nostri figli” e “Scuola e formazione, far crescere l’Italia.
Proprio dal flashmob che ha preceduto l’incontro coinvolgendo madri, padri, giovani e bambini si è aperto il dibattito con l’intenzione di sottolineare quando sia importante per una comunità il coinvolgimento di tutti nella formazione di una società inclusiva e rispettosa del prossimo, che non mette a rischio i diritti fondamentali della Costituzione come lo è quello della salute.
“Abbiamo il dovere difendere la nostra Costituzione – ha detto in apertura il vice Segretario dell’Unione Comunale del Pd, Antonio Rizzello -, di difendere i nostri diritti di democrazia da chi vuole minare le fondamenta del nostro Stato”. Un riferimento diretto alle scelte di noti esponenti dell’attuale Governo di intraprendere battaglie contro le vaccinazioni. “Noi – ha proseguito Rizzello – vorremmo vivere in uno Stato responsabile dove chi governa non si alza la mattina animando battaglie solo per la mera ricerca di consenso, sovvertendo uno dei principi primari che è quello del diritto e della difesa della salute di tutti. Salute e istruzione sono la base di qualsiasi Stato democratico e per tanto dobbiamo difenderci da chi vuole compromettere la nostra democrazia”.

Posizione amplificata dal segretario del Circolo unico del Pd di Viterbo, Aldo Bellocchio. “La scuola – ha spiegato – è il luogo per la formazione totale della persona e una finestra verso il mondo per ogni generazione. Non possiamo pensare che ci siano elementi di pericolo per i giovani e altrettanto che non vengano fornite le giuste indicazioni perché il sistema scolastico sia messo nelle condizioni di funzionare. Dobbiamo e vogliamo portare avanti valori fondamentali per l’educazione e la crescita delle nuove generazioni come il rispetto, l’inclusione, la responsabilità e il diritto allo studi, ponendo la persona prima di tutto”.
Dalla citazione delle parole di Aldo Moro è seguito l’intervento del medico di base, il dottor Moreno Busti, che ha fornito uno spaccato decisamente interessante sul rispetto delle pratiche vaccinali nella Tuscia. Il suo excursus è iniziato con una considerazione professionale: “Nessuno dei miei colleghi con i quali diversi decenni fa ho condiviso il percorso universitario si sarebbe mai immaginato un giorno di trovarsi a parlare dell’efficacia dei vaccini”. Difficile, per il dottor Busti, come per altri medici, è comprendere i motivi che mettono in discussione la pratica delle vaccinazioni “a volte anche raccogliendo informazioni sballate che provengono dai social network e che non solo sono prive di fondamento scientifico, ma mettono in pericolo la salute di tutti”.
“Nella Tuscia possiamo dire di trovarci difronte a dati incoraggianti per quanto riguarda le vaccinazioni – ha specificato Busti -. Negli ultimi anni si è registrato un aumento del 40% delle vaccinazioni. Sul ciclo esavalente si è arrivati ad una copertura del 96%. Più bassa quella per morbillo, parotite e rosolia che raggiunge appena il 91%. Sicuramente abbiamo bisogno di comunicare in modo migliore la necessità di vaccinarsi. Perché vaccinando i nostri figli, dimostriamo a loro il nostro affetto al di là di quello che possono pensare i politici”.

Ad approfondire gli aspetti organizzativi della Scuola è stata la dirigente scolastica Laura Pace Bonelli che ha subito messo in chiaro: “Quanto sia complesso per chi ha il compito di far rispettare le normative scolastiche trovarsi di fronte ad una incertezza complessiva. La scuola è oggi al centro di molteplici conflittualità che si riversano sui docenti, sui genitori e sugli alunni stessi. Nutro grosse riserve rispetto a questa altalena di situazioni che non riescono a fornire direttive chiare al mondo della formazione. Si addossano alla Scuola responsabilità troppo grandi. E’ nei nostri compiti di garantire il rispetto del diritto alla salute e alla sicurezza, ma la scuola dovrebbe essere messa nelle condizioni di farlo con normative chiare e puntuali. Dovremmo avere delle direttive precise perché nell’ambiguità si fatica a svolgere il ruolo al quale si è chiamati”.
Difficoltà di “comunicazione” riscontrate anche da Eugenio Stelliferi, sindaco di Caprarola ma anche delegato della Provincia a scuola e formazione. Tre le criticità sollevate: la prima sui ritardi della Regione nella comunicazione alle Province della delega per la gestione della Formazione Professionale, la seconda sul sistema dell’Alternanza lavoro, la terza sulla mancanza di una equa distribuzione dei fondi destinati all’edilizia scolastica “che molte volte sono ad appannaggio di pochi progetti rispetto ad una molteplicità di esigenze che andrebbero rispettate per il bende delle comunità da cui provengono”. Da Stelliferi è venuta anche la proposta di investire maggiormente sugli ITS. “Questa settore formativo no fa altro che arricchire l’offerta e sta dando straordinari risultati in termini di inserimento lavoro à ha detto -. Oltre l’85% dei ragazzi che termina il percorso formativo all’interno degli ITS trovano lavoro. Per questo stiamo programmando di ampliare l’offerta con due nuove aree di formazione, su Logistica e Accademia del gusto”.
Elementi dai quali ha preso spunto anche, Alessandro Giovagnoli, capogruppo Pd del Comune di Ronciglione per sottolineare non solo la necessità di battersi perché vengano difesi i diritti allo studio e alla salute, ma anche per sottolineare la necessità “di discutere pubblicamente di questi temi per diffondere una sana coscienza comune. Percorso che solo il Pd riesce ancora fare con intelligenza senza cadere nei populismi e nell’arroganza”.

Un segnale, come ha detto il capogruppo del Pd di Viterbo, Luisa Ciambella, “che il Partito democratico resiste”. Resiste, ha proseguito: “nella possibilità di far dialogare e parlare la gente su problematiche correte, senza cadere nella retorica o nella polemica. Oggi sono i contenuti a fare la differenza e sinceramente vogliamo stare dalla parte di chi informa la gente coinvolgendo esperti e professionisti di tutti i settori. Troppi tuttologi o leoni da tastiera non fanno altro che male alle comunità, pensano di esercitare il loro diritto alla libertà senza accorgersi di trasformarsi in uno strumento di arroganza che impoverisce la nostra democrazia. Pensare convintamente di mettere in pericolo la salute altrui, specialmente all’interno delle scuole è imprudente e dobbiamo impegnarci perché la gente conosca a fondo i problemi e sappia agire in modo conseguente e responsabile”.
Preoccupazione ripresa con fermezza dalla presidente della Nona Commissione della Regione Lazio, Eleonora Mattia. “C’era un Governo – ha detto l’onorevole del Pd – che aveva stanzio dei fondi consistenti per le Periferie italiane, ma chi si opposto a quel governo al grido di ‘gli italiani prima di tutto” oggi ha tolto quei fondi privando gli italiani di una vera possibilità di sviluppo. Questo, credo, sia l’esempio palese della confusione in cui viviamo e che si ripercuote su ogni settore, soprattutto sul mondo della scuola. Come presidente di Commissione ho lavorato ininterrottamente per portare in approvazione la legge regionale sul diritto allo studio. Lo abbiamo fatto in pochi giorni e ottenendo una maggioranza assoluta in cui consiglio regionale che, come sappiamo, a sfumature molto complesse. Lo abbiamo potuto fare perché abbiamo aperto un percorso chiaro, condiviso e comprensibile. In questo momento di profonde disuguaglianze c’è la necessità di porsi con la dovuta chiarezza e competenza perché solo in questo modo si possono portare a termini i progetti e si possono risolvere problemi profondi come quelli che deve affrontare il mondo della Scuola”.

