• Facebook
  • Twitter
  • Google+
  • YouTube
Il Viterbese
  • Politica
  • Cultura
  • Società
  • Cronaca
  • Territorio
  • Tempo Libero
  • Politica
  • Cultura
  • Società
  • Cronaca
  • Territorio
  • Tempo Libero
Il Viterbese
  • Politica
  • Cultura
  • Società
  • Cronaca
  • Territorio
  • Tempo Libero
  • Politica
  • Cultura
  • Società
  • Cronaca
  • Territorio
  • Tempo Libero
Home » Politica » Fitofarmaci e diserbanti, chi inquina non paga. Ecco perché coltivare bio costa di più

Fitofarmaci e diserbanti, chi inquina non paga. Ecco perché coltivare bio costa di più

15 Settembre 2018

Chi inquina non paga. Anche in campo agricolo. Chi paga per tutti, invece, sono quei coltivatori che la natura la rispettano: i produttori biologici. Che spendono di più anche per proteggersi da quanti fanno uso di prodotti chimici. E che nonostante questo, vivono con il rischio costante di perdere il raccolto a causa di una eventuale contaminazione.

Può sembrare un paradosso, ma è quanto emerge dall’ultimo rapporto “Cambia la Terra, così l’agricoltura convenzionale inquina l’economia (oltre che il pianeta)”, realizzato da Silver Back con i contributi di Isde, Lipu, Ispra, FederBio, Wwf, Legambiente.

“La legge – spiega il documento – impone limiti per i residui di pesticidi nell’ambiente e nei prodotti agricoli ma, di fatto, non vengono effettuati controlli e valutazioni sulla distribuzione di fitofarmaci e fertilizzanti da parte degli agricoltori nei campi e quindi nell’ambiente. Soprattutto nessuno si occupa della somma delle singole contaminazioni e dell’impatto del cosiddetto ‘effetto deriva’ sulle coltivazioni biologiche, le aree naturali e urbane”.

Un problema con il quale devono confrontarsi tutti i giorni anche i produttori biologici della provincia di Viterbo, i cui campi si trovano vicini a quelli di coltivatori che invece fanno largo uso di pesticidi e diserbanti.

“Su ogni etichetta dei prodotti fitosanitari – si legge nel rapporto ‘Cambia la terra’ –  vengono correttamente riportate tutte le indicazioni e prescrizioni necessarie per evitare che i pesticidi possano contaminare le aree limitrofe ai campi trattati ma purtroppo manca un sistema di controllo adeguato.

In queste condizioni d’inquinamento diffuso e incontrollato gli operatori bio sono chiamati ad agire assumendo sui loro conti economici: il costo della conversione dal convenzionale al biologico; il costo della certificazione; il costo della burocrazia (ancora più alta che per gli agricoltori convenzionali); il costo della maggiore quantità di lavoro necessaria a produrre in maniera efficace, senza ricorso a concimi di sintesi e diserbanti, e a proteggere il raccolto dai parassiti senza l’uso dei pesticidi di sintesi chimica.

Di fatto i biologici pagano di più per coltivare con un metodo che produce ricadute utili per l’intera collettività; per dimostrare di non essere inquinati; per proteggersi dall’inquinamento che deriva dalla pratica dell’agricoltura convenzionale. Con il rischio di non poter vendere il prodotto come biologico perché l’uso di pesticidi da parte di aziende non necessariamente immediatamente confinanti (magari distribuiti in condizioni meteorologiche non adatte, con mezzi non idonei e senza che siano previste le necessarie distanze di sicurezza) lascia spazio alla contaminazione accidentale delle produzioni biologiche”.

La beffa è che per un decreto ministeriale che vige solo in Italia, “i prodotti che subiscono la contaminazione accidentale a causa dell’uso dei pesticidi da parte dei vicini o per l’utilizzo di acque contaminate non possono più essere certificati e gli agricoltori biologici perdono così anche il plusvalore che deriva dalla vendita di un prodotto bio”.

 

Condividi:

  • Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)
  • Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)

Mi piace:

Mi piace Caricamento...
« Previous Post
Next Post »
Articoli recenti
  • L’Europa di De Gasperi, il futuro dell’Europa (video)
  • Fioroni sul 25 aprile: “De Gasperi istituì una festa di unità”
  • L’interesse di partito non può prevaricare la libertà di coscienza
  • L’intervento di Giuseppe Fioroni al convegno “L’appello di Sturzo, tra progressisti e conservatori”.
  • Fioroni: “Costruire la fratellanza per sperare in un futuro migliore”
  • Il 18 dicembre incontro del Centro Studi Aldo Moro: “Osare la Pace, vivere la Fratellanza”
  • Morte di Nando Gigli, Fioroni: “Un amico che sapeva investire nei giovani”
  • Calenda e Renzi, l’imperativo dell’unità in vista delle elezioni europee
  • Fioroni fa il pontiere al centro e lancia la formazione Tempi Nuovi
  • Autonomie, unità, transizione. Le conclusioni di Fioroni all’incontro di Tempi nuovi (video-2)
  • Autonomie, unità, transizione. L’intervento di Fioroni all’incontro di Tempi Nuovi (video-1)
  • Napolitano, uomo delle istituzioni e autorevole interprete del rinnovamento della sinistra
  • Camaldoli porta allo scoperto l’esigenza di una nuova politica d’ispirazione cristiana
  • La sinistra sceglie Cappato, anche per questo i popolari devono tornare uniti
  • A Roma il convegno di Tempi Nuovi: Autonomia, Unità, Transizione
  • Fioroni al dibattito “Palla al Centro” promosso da Italia Viva
  • Morte Moscatelli, Fioroni: “È stato maestro di vita”
  • Francesco Verderami a colloquio con Giuseppe Fioroni, “Tempi nuovi per l’Europa, nel segno di De Gasperi”
  • Il ritorno in campo dei Popolari: “Noi, catalizzatori di questo ceto medio disarticolato”
  • Fioroni punta alle Europee con il nuovo centro. I “Popolari uniti” corteggiano FI, Calenda, Renzi e Moratti
Menù
  • Politica
  • Cultura
  • Società
  • Cronaca
  • Territorio
  • Tempo Libero
Meteo

booked.net

Contatti

www.ilviterbese.it

Redazione | Contatti

info@ilviterbese.it

redazione.ilviterbese@gmail.com

GALLERY
L’Europa di De Gasperi, il futuro dell’Europa (video)
Fioroni sul 25 aprile: “De Gasperi istituì una festa di unità”
L’interesse di partito non può prevaricare la libertà di coscienza
Editore: Centro Studi Aldo Moro C. F. 90122270565
Registrazione Tribunale di Viterbo n. 1 del 5 Giugno 2018 | Copyright © 2018 - Il Viterbese.it - All rights reserved
Scroll to top
Skip to content
%d
    Open toolbar Accessibilità

    Accessibilità

    • Aumenta TestoAumenta Testo
    • Diminuisci TestoDiminuisci Testo
    • Scala di GrigioScala di Grigio
    • Più ContrastoPiù Contrasto
    • NegativoNegativo
    • Sfondo BiancoSfondo Bianco
    • Evidenzia LinkEvidenzia Link
    • Testo LegibileTesto Legibile
    • Reset Reset
    Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.