“Dopo la mannaia del governo Lega-5 Stelle, i viterbesi applaudirebbero ancora il ministro Salvini?”
Periferie: il caso del capoluogo della Tuscia, con la revoca dei 17 milioni stanziati dall’ex premier Gentiloni, è entrato nel lungo dibattito che si è svolto tra giovedì e venerdì alla camera dei deputati sul decreto Milleproroghe.
Nel corso della seduta dedicata alla presentazione degli ordini del giorno, la deputata romana del Partito democratico Patrizia Prestipino ha citato quello di Viterbo come esempio di tutti i 95 comuni italiani che hanno dovuto subire il taglio dei fondi per la “rigenerazione urbana”. La Prestipino, che tra l’altro era tra gli ospiti a Palazzo dei Priori la sera della Macchina di Santa Rosa, si è domandata inoltre se i viterbesi applaudirebbero ancora oggi Salvini dopo il trattamento che il ministro ha riservato loro con questo provvedimento.
“Circa due settimane fa ero a Viterbo per la macchina di Santa Rosa. Con me c’erano l’onorevole Fiano e l’onorevole Sgarbi e ammiravamo la bellezza della città di Viterbo. Dico questo per presentare questo ordine del giorno che riguarda la città di Viterbo, cioè i finanziamenti per le opere per la città di Viterbo che stavano nel pacchetto salva-periferie. In quella sera è arrivato improvvisamente il ministro degli Interni applaudito dai cittadini di Viterbo con grande affetto e simpatia. Bene, ma i cittadini di Viterbo sanno che i loro fondi sono stati tagliati da questo decreto mille proroghe, insieme a quelli di altri 95 comuni e insieme ad altri 19 milioni di cittadini? Lo sanno che quella mannaia si è abbattuta anche e soprattutto su di loro? Perché non credo che applaudirebbero ancora con tanta simpatia il ministro Salvini.
Ma lo sa Salvini che l’inclusione sociale passa anche attraverso la rigenerazione e la riqualificazione dell’ambiente, dell’aspetto delle città, attraverso la creazione di luoghi dove si creino aggregazioni e dove si faccia cultura? Dove si spacci cultura e non droga. Le piazze della cultura sono le piazze del benessere sociale ed economico, perche le opere pubbliche sono nate per migliorare la vita delle persone e possono rendere più bello quello che abbiamo introno a noi. E’ vero che il bello rende più accettabile anche il disagio, è vero che la bellezza salverà il mondo, come diceva Dostoevskij.
Le periferie con questo decreto vedono tradite tutte le promesse fatte loro, perché si è dimostrato di non vedere che la lotta all’emarginazione sociale è una vera propria priorità, perché per rendere uguale tutti i cittadini non basta un annunciato reddito di cittadinanza, che a oggi vedrebbe contare tre euro al giorno per cittadino italiano sulla soglia della povertà. Per far sentite tutti uguali i cittadini e perché nessuno resti indietro bisogna riqualificare rigenerare la nostre periferie, dobbiamo impedire alle periferie urbane di diventare anche periferie dell’anima e del cuore”.

