Autorità civili, militari e religiose. E poi tanti semplici cittadini. Un successo l’inaugurazione, ieri pomeriggio, martedì 11 settembre, della doppia mostra dedicata ad Aldo Moro, che ha richiamato all’ex chiesa degli Almadiani un pubblico numeroso ed eterogeneo: sia chi gli anni di Moro li ha vissuti, sia chi questa storia l’ha conosciuta solamente attraverso i libri.
A fare gli onore di casa, Giuseppe Fioroni: ”A 40 anni dalla morte di Aldo Moro abbiamo deciso di organizzare due mostre per sviluppare alcuni fondamentali del cattolicesimo politico e democratico: la persona al centro, la persona che è portatrice di diritti che lo Stato deve aiutare a garantire, la persona unica e irripetibile che richiede pluralità. Questa pluralità rigenera il pluralismo in politica, nei corpi intermedi nelle associazioni. Genera confronto, dialogo, inclusione e non rottura e scontro. Un pluralismo che fa guardare al futuro con la persona al centro. La persona guarda al futuro con gli occhi della speranza. Questa speranza ha portato Aldo Moro a morire ma ha consegnato anche all’Italia un cammino importante e determinante per il suo futuro”.
Tra i presenti il vescovo Fumagalli, il presidente della Provincia, il questore, il comandante provinciale dei carabinieri. Ad aprire l’incontro è stato il presidente del Centro studi Moro, Aldo Fabbrini. Tra gli interventi oltre quello dell’ex parlamentare Pd anche quello di Gero Grassi, con Fioroni nella seconda commissione bicamerale d’inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro.
















